Scritto da Gaetano De Luca il 23/06/2008

Bello quest'albergo... ma è veramente accessibile?

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Finalmente ci siamo: l’estate è entrata ufficialmente e anche il meteo sembra essersene accorto.
Il caldo di questi giorni ci spinge ancora di più a prendere una decisione definitiva sul luogo in cui trascorrere il nostro periodo di relax e divertimento, una scelta delicata soprattutto per le persone che hanno problemi di mobilità. Per tutti loro, ma anche per i loro accompagnatori, diventa fondamentale valutare il grado di accessibilità della struttura turistica che li accoglierà e soprattutto capire come prevenire spiacevoli sorprese che potrebbero rovinare la vacanza.
Ecco alcuni consigli pratici.

Come ho già ricordato nei miei post di marzo, la completa accessibilità delle strutture turistiche non sempre riesce ad essere garantita, in quanto la normativa impone l’eliminazione delle barriere architettoniche solo per gli edifici di recente costruzione. Vi sono quindi molti alberghi, campeggi, villaggi turistici, case per ferie che, essendo stati realizzati prima del 1989 (anno di entrata in vigore della norme anti-barriere),
potrebbero presentare degli ostacoli, ossia non essere in grado di garantire il pieno godimento di una “vacanza accessibile” per tutti.

Peraltro anche gli alberghi più recenti, nonostante siano in regola dal punto di vista normativo presentandosi formalmente come strutture accessibili, non sempre riescono a soddisfare tutti i bisogni dei clienti con difficoltà motorie o con altri problemi di salute dal momento che la normativa è abbastanza riduttiva e prevede solo standard minimi.


La scelta della struttura turistica e la sua prenotazione richiede perciò particolari cautele a una persona con bisogni speciali: è fondamentale fare le domande giuste al titolare della struttura in maniera da avere la sicura conferma di quelle che sono le caratteristiche e i servizi specifici offerti.

Purtroppo, infatti, le numerose lamentele e denunce raccolte dalle associazioni di consumatori evidenziano come nella realtà possano presentarsi delle divergenze tra quanto pubblicizzato nei depliant e nei siti internet e quanto effettivamente offerto al cliente al momento del suo arrivo.
In altre parole, non sempre quello che viene “promesso” è davvero garantito.

Sono frequenti i casi in cui il cliente, al momento della prenotazione, viene rassicurato sulla completa accessibilità della struttura, ma poi, quando arriva sul posto, scopre che in realtà vi sono dei gradini all’ingresso oppure che il bagno è troppo stretto o la doccia presenta un dislivello che non consente di utilizzarla con la carrozzina. Gli esempi potrebbero essere i più vari.
Insomma, il punto è che non sempre ciò che viene presentato come accessibile garantisce la reale soddisfazione dei bisogni di ciascuno. La consultazione dei siti, la lettura attenta dei cataloghi dei tour operator e dei depliant di presentazione delle strutture non è quindi sufficiente a tutelarsi da spiacevoli sorprese.

Una volta individuata la struttura ricettiva dove alloggiare ed effettuata la prenotazione solo verbalmente, il consiglio principale è quello di mettere per iscritto le condizioni concordate facendo presente le proprie esigenze e i servizi di cui si fruirà. E’ importante chiedere conferma ad esempio sulla grandezza delle camere, sulla localizzazione della struttura, sulla presenza di una navetta, o in generale sulla rispondenza della struttura alle foto o alla descrizione del sito. Ciò potrà essere fatto attraverso l’invio di un fax in cui sarà importante chiedere un riscontro scritto da parte dell’operatore turistico di quanto riportato nella prenotazione.

E’ utile inoltre sapere che prenotare un albergo via internet (ma anche via telefono e fax) è un contratto a distanza: si applica quindi il diritto di recesso come previsto dal Codice del Consumo.
In particolare, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi. Tale diritto si esercita inviando una comunicazione scritta mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive.

Il diritto al recesso può anche essere esercitato (anche oltre i 10 giorni dalla prenotazione) nel caso in cui non vengano forniti i servizi pubblicizzati. La pubblicità, infatti, se difforme dalla realtà, può costituire elemento sufficiente per recedere dal contratto. Poiché le caratteristiche e le condizioni riportate sui materiali pubblicitari possono lasciare margini a interpretazioni diverse (bagni accessibili, albergo vicino al mare, spiaggia accessibile, zona tranquilla, trattamento familiare, e così via) è consigliabile che il cliente si accerti preventivamente delle caratteristiche dichiarate.

Ricordo comunque che in base all’articolo 88 del Codice del Consumo le informazioni riportate nei cataloghi e nei depliant informativi sono vincolanti per il tour operator, ragion per cui è possibile denunciare eventuali difformità a titolo di vero e proprio inadempimento contrattuale.

Nel caso in cui invece ci si avvale di una agenzia di viaggi, per tutelarsi da eventuali inadempienze, occorre richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertandosi della presenza di tutte le indicazioni fornite dal catalogo o dal depliant. Solo ciò che è inserito nel contratto, infatti, vincola l’organizzazione.

Infine, un ultimo consiglio: per avere maggiori possibilità di tutelare i propri diritti in caso di difformità tra quanto promesso e quanto ricevuto è opportuno documentare tutti i disservizi (porte strette, bagni inutilizzabili, camere piccole, gradini, ascensori stretti, rampe troppo ripide, e così via) attraverso fotografie nonché attraverso l’individuazione di possibili testimoni.

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