La casa: macchina per abitare

Scritto da Giovanni Del Zanna il 11-09-2009

Paragonare la casa a una macchina? Che cosa strana! A prima vista non c’è niente di più distante: la macchina, che per noi è l’automobile per antonomasia, è dinamica, veloce, ipertecnologica, colorata, scattante, e si sostituisce con molta rapidità. La casa, invece, è statica, è una cosa seria, e non cambia nel tempo.
La citazione della casa come “macchina per abitare” (in francese “machine à habiter”) è del famoso architetto Le Corbusier che lanciò questo slogan ai primi del ‘900, quando si sviluppava la produzione industriale di serie e le città erano in espansione.
Il clima dell’epoca era molto diverso da oggi, basta rileggere alcune frasi del tempo: “Una grande epoca è cominciata. Esiste uno spirito nuovo. L’industria, irrompente come un fiume che scorre verso il proprio destino, ci porta gli strumenti nuovi adatti a quest’epoca animata da un nuovo spirito (…). L’architettura ha come primo compito, in un’epoca di rinnovamento, quello di operare la revisione dei valori, la revisione degli elementi costitutivi della casa” (Le Corbusier, Verso un’architettura, 1923).
Forse sentiamo distanti queste parole e associare l’idea di casa a quella di macchina ci colpisce, eppure questo slogan è ancora di attualità. Riflettiamo un attimo.

Da un lato rifiutiamo il paragone casa/macchina: la casa dovrebbe essere qualcosa di più “sacro” meno soggetta alle mode, meno consumistico, più duraturo nel tempo. La casa è lo spazio della famiglia, il luogo dell’abitare che richiama alla memoria le parole di Heidegger: “Non è che noi abitiamo perché abbiamo costruito, ma costruiamo e abbiamo costruito perché abitiamo… nell’abitare risiede l’essere dell’uomo”.

Ci accorgiamo, però, di come sia ancora attuale, nell’ambito dell’architettura, rileggere la casa come una “macchina”, non tanto in quanto automobile, ma come meccanismo, strumento per abitare, per realizzare spazi di qualità per la vita dell’uomo.

In un mondo in evoluzione, con una tecnologia che cresce a gran rapidità, abbiamo ancora case che vengono realizzate in modo artigianale, con modalità costruttive per certi versi anacronistiche. Allo stesso tempo, proprio sotto la spinta tecnologica, la casa diventa sempre più “macchina” dotata di innumerevoli impianti altamente specializzati: climatizzazione, domotica, comunicazione e trasmissione dati, risparmio energetico ed energie alternative.

Per cui, senza nulla togliere al significato della casa e al senso dell’abitare, possiamo considerare il versante “meccanico” della casa, pensare alla nostra abitazione non solo per la dimensione statica di oggetto che dura nel tempo, ma come organismo, meccanismo che si attiva, che funziona per assicurarci le funzioni essenziali dell’abitare.

In questo periodo autunnale di ripresa, dopo la pausa estiva, pensare ai meccanismi della macchina-casa significa anche pensare alla sua manutenzione, alla revisione e verifica di efficienza dei suoi elementi (i pezzi della macchina) e dei suoi impianti (i meccanismi). Revisione dei componenti edilizi (finiture interne ed esterne, tetto, serramenti, e così via) e dei diversi impianti (riscaldamento, tubi dell’acqua e scarichi, gas, impianto elettrico e tv). E con l’occasione si può anche prender in considerazione qualche intervento di rammodernamento per rivitalizzare un po’ la casa che, pur rimanendo sempre la stessa, può cambiare nel tempo e adeguarsi allo sviluppo della tecnologia.

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