Conciliazione: come fare pace fuori dal tribunale

Scritto da Gaetano De Luca il 29-10-2010

Quante volte nella vita ci siamo trovati di fronte ad un’ingiustizia e abbiamo lasciato perdere per evitare di iniziare un lungo e costoso processo? Immagino tante volte. E’ infatti risaputo come sia difficoltoso e faticoso, per tutta una serie di motivi, riuscire a difendere le proprie ragioni attraverso un’azione legale in Tribunale. Per fortuna nel nostro ordinamento esiste uno strumento che consente di risolvere alcune questioni legali senza dover per forza ricorrere alla magistratura: si tratta della conciliazione. Che cos’è?
La conciliazione è una procedura di risoluzione delle controversie in base alla quale una terza persona imparziale (il conciliatore) assiste le parti in conflitto, ponendosi come facilitatore e mediatore, guidando la loro negoziazione con l’obiettivo di orientarle a ricercare un accordo soddisfacente e vantaggioso per entrambe.
Si tratta quindi di uno strumento di soluzione dei conflitti diverso e differente dal processo civile in quanto non si basa sullo scontro tra due parti finalizzato ad individuare un colpevole responsabile o ad accertare la violazione di un diritto.
In altre parole, la conciliazione non ha l’obiettivo di arrivare a una decisione in cui si stabilisce chi ha vinto e chi ha perso. Con questo strumento si tenta di individuare la soluzione ottimale del problema e di stimolare le parti a giungere a un accordo.
Il conciliatore, diversamente da un giudice, cercherà di stabilire un dialogo tra i contendenti in modo da stimolare la reciproca conoscenza e capire davvero i motivi del conflitto e le sue implicazioni future.
E’ insomma uno strumento che si basa su valori differenti dalla classica giustizia ordinaria, mettendo al centro della controversia la relazione tra le due parti, consentendone l’esercizio dei diritti in un clima di cooperazione e reciproco rispetto.
La conciliazione è un metodo particolarmente indicato nelle controversie tra soggetti che per le più svariate ragioni continuano ad avere rapporti anche dopo il termine della disputa, come ad esempio nelle liti tra imprenditori, tra condomini e tra consumatori e aziende.
Come funziona
La conciliazione può essere attivata in modi diversi:
1. Attraverso un preventivo accordo tra le parti inserito nel contratto. Si tratta della cosiddetta clausola compromissoria attraverso la quale le parti si impegnano a rivolgersi ad un organismo di conciliazione nel caso in cui dovesse sorgere una controversia.
2. Attraverso un accordo preso solo dopo l’insorgenza della controversia. In linguaggio giuridico questo accordo prende il nome di compromesso.
3. Con una richiesta di una sola parte, che si rivolge a un centro di conciliazione. In questo caso sarà  il conciliatore a contattare l’altra parte invitandola a partecipare alla procedura.
Una volta attivata la procedura, il conciliatore cercherà con un lavoro di mediazione di mettere le parti nelle condizioni di arrivare a un accordo che componga la lite.
La conciliazione verrà formalizzata su un verbale.
Ovviamente le parti che partecipano all’incontro di conciliazione non sono obbligate a trovare un accordo. Se il tentativo di conciliazione fallisce, si potranno adire le ordinarie vie legali.
La mediazione obbligatoria
Recentemente è stata introdotta un’importante novità destinata a portare una piccola rivoluzione nel processo civile che dovrebbe entrare in vigore nel marzo del 2011. Per liberare il sistema giudiziario dal pesante carico di arretrati e per rendere la giustizia più veloce, per alcune controversie specifiche è stata imposta una procedura di conciliazione prima di iniziare una causa.
Le controversie sono quelle in materia di: condominio, diritti reali, divisione,
successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
In questi casi, la parte che intende agire in giudizio ha l’obbligo di tentare la mediazione, rivolgendosi a uno degli organismi di mediazione autorizzati.
In ogni altra materia, invece, la mediazione finalizzata a una conciliazione potrà essere avviata dalle parti su base volontaria.
I vantaggi della conciliazione
l’aspetto più positivo e interessante di questo strumento è senza dubbio la sua capacità nel contribuire non solo ad ottenere una soluzione ai problemi, ma anche a rafforzare le relazioni in base al principio della negoziazione collaborativa, secondo il quale occorre concentrarsi più sul problema piuttosto che cercare di individuare il vincente o il perdente.
Il secondo aspetto attraente è il basso costo e la velocità del procedimento.
Il terzo aspetto positivo è che entrambe le parti riescono ad ottenere delle soddisfazioni ai propri interessi.
Infine la conciliazione consente alle parti di non perdere alcun diritto, se non giungono ad un accordo, potendo peraltro abbandonare le trattative in qualsiasi momento.

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