Ecoincentivi 2010: come, quando e perché

Scritto da Alessandra Cicalini il 07-05-2010

Quelli sui motorini sono praticamente finiti, ma chi vuole ristrutturare casa secondo principi eco-compatibili oppure desidera rimuovere le barriere architettoniche dal proprio focolare ha ancora tempo per richiederli: approvati a fine marzo scorso con la legge 40, gli ecoincentivi 2010 non hanno rinnovato il sostegno al mercato delle auto, come sembrava inizialmente, ma hanno comunque dato una mano alle famiglie alle prese con acquisti importanti, dagli elettrodomestici ai lavori edilizi. Questi ultimi sono stati beneficiati anche dell’esenzione all’obbligo della Dichiarazione d’inizio attività (in sigla, Dia),
anche se solo per ristrutturazioni che non prevedono aumento delle volumetrie complessive. In totale, la somma stanziata per gli ecoincentivi è di trecento milioni di euro, ripartiti in maniera differente a seconda del settore d’intervento. La quota maggiore è andata per l’acquisto delle cucine componibili (60 milioni),
mentre, tolti gli otto milioni per i rimorchi e i dieci per i motori industriali ad alta efficienza energetica, il contributo più piccolo è toccato proprio ai ciclomotori motorini con dodici milioni di euro, come si diceva, in esaurimento. Per usufruirne, era necessario rottamare il mezzo vecchio, come capitava lo scorso anno con le automobili.
Nella classifica dei contributi più gettonati, il primato va alla banda larga, che si è conquistata 58 mila prenotazioni al Call center di Poste italiane attivato a beneficio dei cittadini. In verità, i numeri a disposizione per i consumatori sono due: 800 123 450 da rete fissa e 199 123 450 da rete mobile. Subito dopo, seguono gli incentivi per la lavastoviglie e le cucine componibili e gli altri elettrodomestici. Dei fondi di partenza, ne sarebbe già stato impegnato un quarto per effettuare 188 mila acquisti pari a circa 77 milioni di euro. È anche vero, però, che l’euforia che accompagna sempre tutte le novità che toccano le nostre tasche (un po’ come succede con i saldi),
pian piano è destinata a scemare ed è probabile che si arrivi alla fine dell’anno, ossia al momento in cui scadranno i termini per presentare la domanda di incentivo, con qualche rimasuglio ancora da assegnare. E tuttavia, soprattutto se si è pensato di dotare la propria casa di un impianto di riscaldamento eco-sostenibile, oppure se se ne vuole comprare una che rispecchi analoghi principi, è bene muoversi per tempo.
Per quest’ultima, infatti, il Governo offre un contributo di 116 euro a metro quadro per un massimo di 7.000 per acquistare un’abitazione di “Classe A” (che permette di ridurre i consumi energetici di almeno il 50% all’anno),
mentre per la eco-casa di “Classe B” (che abbatte i consumi energetici di almeno il 30% all’anno),
il contributo scende a 83 euro a metro quadro per un massimo di 5.000 euro di finanziamento. Analogamente, anche se la Dia è stata abolita, bisogna essere certi che il tipo di lavoro che si intende fare non comporti altri oneri obbligatori, soprattutto se si vuole migliorare la mobilità all’interno delle proprie mura eliminando pericolose barriere. Infine, le procedure per ottenere l’incentivo vanno eseguite a modo onde evitare inutili perdite di tempo.

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