Il certificato medico online, primi passi di E-health all'italiana

Scritto da Alessandra Cicalini il 10-05-2010

Saranno ancora a letto, ma forse qualcuno di loro è riuscito almeno a evitarsi la coda all’Inps: stiamo parlando dei dipendenti pubblici e privati colpiti dal nuovo picco influenzale che nei giorni scorsi ha costretto a casa molti italiani. Tra loro, probabilmente, ci saranno anche i primi fruitori della sperimentazione della certificazione medica on line, partita a metà aprile.
Se così fosse, benché costipati dal naso gocciolante, metaforicamente ringrazieranno il ministero della Sanità che ha permesso loro di avvisare i propri datori di lavoro di essersi beccati la febbre giusto alla vigilia dell’estate, senza dover andare di persona a consegnare il loro certificato di malattia. Dopo anni di attesa, quindi, anche in Italia sembra essere partita la cosiddetta E-health, una realtà già presente in molti altri paesi europei e non solo.
Secondo gli auspici del Governo, si tratterebbe solo del primo passo, tale comunque da permettere un risparmio per le casse italiane stimato in 500 milioni di euro. Il beneficio per la collettività dovrebbe crescere ulteriormente già dalla fine di questo anno, quando, secondo i piani ministeriali, dovrebbe partire anche la ricetta elettronica seguita dal fascicolo sanitario in byte.
In totale, se tutto andrà come annunciato, i milioni di euro risparmiati sarebbero diciassette.
Per ora, si possono verificare i primi effetti della sperimentazione del certificato di malattia online nel sito dell’Ordine dei medici che spiega come accedervi.
Più avanti, si dovrebbero moltiplicare gli usi della tessera sanitaria come archivio di tutta la nostra storia clinica da utilizzare anche al di fuori dell’Italia. Già da tempo, del resto, esiste un accordo all’interno dell’Unione europea per condividere le informazioni sanitarie dei cittadini al di fuori del proprio paese d’origine.
Risponde a una finalità analoga il servizio Google Health del famoso motore di ricerca: chi vi aderisce, può racchiudere tutte le informazioni sulla propria salute (dalle analisi periodiche alle operazioni subite) in una scheda online che permette eventualmente di buttarne tutte le tracce cartacee.
Aspettando che la sanità italiana online vada a pieno regime, conviene però essere prudenti: già due anni fa il Corriere della Sera parlava del debutto della certificazione medica e dei “buchi” nella rete nostrana. Certo, psicologicamente vedere il bicchiere mezzo pieno aiuta, tanto più in questo campo. Non resta, perciò, che una strada: prendere tutto quel che arriva e sperare di non dover passare troppo tempo davanti a uno schermo per mandare il nostro certificato di malattia.

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