Giuseppe Colao e il suo orto sociale: un esempio da imitare

Scritto da Stannah il 25-01-2010

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Passare più tempo all’aria aperta e attrezzarsi un orto è un sogno condiviso da molti. Per metterlo in pratica, occorre però molta buona volontà. Ne sa qualcosa Giuseppe Colao, 54 anni, di cui oltre 25 trascorsi su una sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro. La sua bella storia è raccontata da “Superabile” e ripresa da “Oltrelebarriere”, un piccolo ma combattivo blog che dà voce ai diversamente abili, raccontandone bisogni ed esperienze.
Colao è il primo assegnatario di un orto sociale, messo su nelle campagne del parmense dalla cooperativa “La mano di scorta”. Si tratta di uno spazio composto da tante vasche rialzate e riempite di terra, nelle quali vengono seminati e coltivati ortaggi di stagione; tra l’una e l’altra vasca corrono corridoi ricoperti di cemento in maniera da agevolare il passaggio delle carrozzine. Insomma, per buttare semi e verificare lo stato della crescita delle piantine, basterà accostarsi alla vasca e piegarsi leggermente, un po’ come quando si controlla la temperatura dell’acqua prima di fare un bagno rilassante… certo, in questo caso il relax arriverà solo dopo che la semina sia andata a buon frutto, però è già piacevole conoscere luoghi come questo. E ancora di più, fa bene sapere che esistono persone come Giuseppe Colao che chiude l’intervista esortando chi come lui ha subito uno stop forzato a non chiudersi in casa: “Stare in mezzo alla gente – dice – aiuta a mutare l’atteggiamento comune verso la disabilità”. Ci sentiamo di sottoscrivere le sue parole, estendendole però anche ai “normodotati”: solo il confronto con gli altri ci permette di crescere, per tutta la vita.

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