Scritto da Alessandra Cicalini il 12/02/2010

Cerchi "mozzarella"? Rivolgiti all'Osservatorio sull'alimentazione di Pisa

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Di siti internet è pieno il mondo virtuale, ma pochi possono fornire servizi altamente specializzati, specialmente nel campo dell’alimentazione. Uno degli obiettivi del neonato Osservatorio sulle regole dell’agricoltura e dell’alimentazione che ha sede a Pisa è proprio di diventare un punto di riferimento per tutte le persone, le istituzioni e le imprese interessate a un settore in continua crescita.
Dire “alimentare” significa infatti parlare di diritto, di prodotti, di filiere e di molto altro ancora. “Un cittadino potrebbe essere interessato a conoscere che cosa c’è dietro la parola mozzarella – spiega Eleonora Sirsi, titolare del corso di Diritto agro-alimentare nella facoltà di Giurisprudenza di Pisa – nella banca dati che abbiamo presentato sotto forma di prototipo durante il convegno di presentazione del nostro progetto – sarà possibile avere tutte le informazioni possibili sulla parola, dalle leggi che ne regolamentano la produzione alle regole sull’etichettatura agli articoli che la riguardano”. Allo stesso modo, sarà possibile agire in senso contrario dai “documenti grigi”, come vengono chiamati in gergo gli articoli di stampa riguardanti il settore alimentare, per risalire alla normativa specializzata sulla materia di riferimento.
Una commistione così stretta tra agricoltura-diritto e informatica è stata resa possibile dalla partnership che ha dato vita all’Osservatorio tra il Cnr e la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo pisano: “Il gruppo di lavoro di fondo è costituito da noi agraristi, ossia giuristi specializzati il diritto alimentare, e il dipartimento di Identità culturale del Cnr”, aggiunge Sirsi. Quest’ultima realtà fornisce all’Osservatorio il supporto informatico e filologico: “All’interno del Dipartimento c’è un settore specializzato proprio in linguistica computazionale noto come Ilc, in grado di fornire il significato esatto di ogni parola ricercata”.
Per il momento la struttura ha mosso i primi passi presentandosi in un convegno a fine gennaio scorso: “Nei prossimi mesi contiamo di andare online con la banca dati che verrà via via implementata, ma tra i nostri obiettivi futuri è di fare rete tra tutte le realtà che si occupano di alimentare, privilegiando la formazione. In particolare, ci piacerebbe poter rispondere alla domanda ‘come si fa la formazione alimentare in Italia e chi la fa?’ In più, vorremmo proporci all’Expò 2015 come una vetrina dell’agroalimentare italiano a tutto tondo”, prosegue la docente.
Tolti gli addetti ai lavori, infatti, non molti conoscono la grande varietà dell’agroalimentare nel nostro Paese, capace, riferisce sempre la professoressa, di “produrre innovazione”, per esempio nel “campo degli imballaggi intelligenti, ossia dotati di sensori che avvisano sui veri termini di scadenza di un alimento, a prescindere da quelli riportati sulla confezione”.
Di progetti l’Osservatorio ne avrebbe molti altri, ma tutto dipenderà dalle risorse che riuscirà a radunare: per partire, ci è basati in massima parte sui finanziamenti dell’università e del Cnr, “ma abbiamo già diversi contatti, come la Provincia e l’Ordine degli avvocati di Pisa”, precisa ancora la docente. Una delle frontiere da analizzare sarà per esempio la class action in campo alimentare, una branca del tutto inedita considerata la freschezza della nostra legge nazionale.
Prima a partire, in ogni caso, sarà tutta la branca dell’etichettatura degli alimenti, già visibile sul prototipo presentato all’evento pisano. Il seguito verrà pian piano.

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