Scritto da Alessandra Cicalini il 07/04/2010

Cure palliative e terapia del dolore, finalmente c'è una legge

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C’è voluto più di un anno, ma alla fine anche l’Italia ha ottenuto la sua legge sulle cure palliative e la terapia del dolore. Si tratta di materie molto delicate che coinvolgono la vita dei malati e dei loro familiari, ma le distanze negli schieramenti parlamentari si sono fortunatamente ricomposte proprio per l’urgenza avvertita trasversalmente di colmare un vuoto legislativo troppo evidente.
Ma che cosa sono le cure palliative e la terapia del dolore?
La legge numero 38 del 15 marzo scorso vi dedica due differenti commi dell’articolo 2. Con “cure palliative” – recita il testo – si indicano “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”. Questo tipo di cure, in sostanza, riguarda i malati terminali e i loro familiari che finora potevano accedervi solo in un piccolissimo numero: con la legge licenziata un mese fa si dovrebbe garantire il diritto all’assistenza su tutto lo Stivale attraverso fondi stanziati ad hoc per il prossimo triennio e gli accordi che lo Stato prenderà con le singole Regioni per la realizzazione di una rete nazionale adeguatamente formata. Le reti dovrebbero garantire anche la somministrazione dei farmaci oppiacei ai pazienti sottoposti a terapia del dolore, grazie a una deroga contenuta nel recente provvedimento al Testo unico in materia di sostanze stupefacenti (Dpr 309/1990),
come spiega l’articolo 10 della legge 38/2010, che fornisce al comma b) dell’articolo 2. Il comma b sopra citato la definizione di terapia del dolore, ossia “l’insieme di interventi diagnostici e terapeutici volti a individuare e applicare alle forme morbose croniche idonee e appropriate terapie farmacologiche, chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, tra loro variamente integrate, allo scopo di elaborare idonei percorsi diagnostico-terapeutici per la soppressione e il controllo del dolore”.

Fatta la legge, bisognerà garantirne la piena applicazione, a partire, per esempio, da un’adeguata campagna informativa ai cittadini sulla sua esistenza, per la quale l’articolo 4 del provvedimento ha stanziato 350 mila euro da ripartire da adesso al 2013, di cui 50 mila per il 2010. Soprattutto, bisognerà controllare anno dopo anno come stanno andando le cose da Nord a Sud. A tale scopo, la legge 38 ha pensato a un “monitoraggio ministeriale” (articolo 9) sulle due aree di intervento, alla formazione del personale medico e sanitario e alla realizzazione di collegamenti più efficienti tra gli ospedali e l’assistenza domiciliare. Per darle concretezza, sono stati stanziati complessivamente (compresi i fondi per la campagna informativa sopra accennati) 3,4 milioni di euro, come riportato dall’articolo 12. Se tutto andrà secondo gli auspici, i malati terminali e quelli cronici dovrebbero alleviare almeno un po’ il loro fardello condiviso con i familiari. Dall’altro lato, si spera che la squadra degli scienziati che si allena per vincere il match a favore della longevità in buona salute continui a segnare altri goal.

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