Da San Francesco alla pet-therapy

Scritto da Stannah il 04-10-2010

Occuparsi di un animale domestico richiede grande impegno e responsabilità, del tutto ripagati dalla compagnia e dalla tenerezza che riescono a donarci. Lo sapeva già molti secoli fa San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e protettore di tutti gli animali domestici, colui che secondo la leggenda sapeva parlare agli uccelli e che un giorno, nei boschi di Gubbio, riuscì addirittura ad addomesticare un ferocissimo lupo. La storia di Francesco, celebrato oggi dal calendario cristiano, è assai affascinante ed è stata raccontata anche dal cinema e dalla musica. In molti hanno provato a tirarlo per il “saio” attribuendogli ideologie di vario orientamento, ma al di là delle opinioni e dei convincimenti religiosi, è indubbiamente vero che il fondatore dell’omonimo ordine monastico ha contribuito a diffondere nella cultura popolare un’idea diversa degli animali, creature per lui degne dell’attenzione divina come già il sole, l’acqua e la terra. Francesco lo ha messo nero su bianco nel suo bellissimo Cantico delle creature: giunte fino ai nostri giorni, le sue lodi rendono ancora più nobile il ruolo svolto oggi proprio dagli animali nella pet-therapy. Da esseri “inferiori” o al limite utili al nostro sostentamento o al lavoro nei campi, gli animali si stanno dimostrando sempre di più un valido supporto nel sostegno psicologico dei malati, soprattutto di tipo psichico, ma anche per gli anziani colpiti da Alzheimer oppure per chi è ricoverato in ospedale.
Per tutte queste ragioni, facciamo tanti auguri a tutti i Francesco e Francesca d’Italia e soprattutto auguriamo cento di questi onomastici ai loro amici Fido e Fufi!

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