Il sole fa bene, ma non perdete la testa!

Scritto da Stannah il 11-07-2008

sole.jpgDi sicuro molti di voi lo sanno già, però, come diceva la mia prof al liceo, “repetita iuvant”, un detto che vale particolarmente se si tratta di proteggere la nostra pelle dagli effetti nocivi del sole.
Attenzione, però: quando i dermatologi che in questi giorni affollano i tg di ogni rete ci esortano (giustamente) a spalmarci di crema anti-UVB prima di prendere la tintarella, a volte dimenticano di ricordare che la fonte di quegli stessi raggi, cioè il sole, produce anche molti benefici.

L’esposizione al sole, in altri termini, fa bene, e molto, se presa nella giusta misura. La luce e il calore sono per esempio potenti stimolanti della vitamina D, fondamentale nello sviluppo e nella conservazione del calcio nelle ossa. Immagazzinarne una certa dose, inoltre, favorisce il buonumore e in alcuni casi funge da vero e proprio anti-depressivo.
I raggi solari aiutano infine a combattere alcune patologie della pelle, come la fastidiosa ma purtroppo assai diffusa psoriasi.

Sgombrato il campo da inutili psicosi anti-sole, non possiamo però ignorarne i possibili danni.
Troppa esposizione alla fonte di calore ed energia della Terra aumenta infatti il rischio di sviluppare melanomi. Senza arrivare ai tumori, è oltretutto certo che la pelle invecchia prima se tentiamo di trasformarci in lucertole.
Infine è senza dubbio vero che particolarmente i bambini e gli anziani devono proteggersi dal sole più di chiunque altro.

Insomma, se avete deciso di andare al mare, dovete assolutamente munirvi di una buona crema protettiva e applicarla anche quando sarete riusciti a diventare (certo, dopo molto, molto tempo) scuri come mattoni…
Come proteggersi? Quale tipo di solare è più adatto a noi?


Le due domande ritornano sempre, come le stagioni, ma stavolta la storia è un po’ diversa, almeno qui da noi.

Dal 2008 sono infatti entrate in vigore anche nel nostro Paese le regole stabilite dall’Unione europea che hanno risuddiviso le creme solari in quattro grandi categorie da quest’anno, in sostanza, non esistono più le creme “fattore 2” né quelle intermedie tipo 8, ma neanche più il cosiddetto “schermo totale”.
No: da quest’anno le creme solari si distinguono per il tipo di protezione che possono fornire, cioè “bassa”, “media”, “alta”, “molto alta”.

Le quattro definizioni sono però ancora per il momento accompagnate dalla vecchia dicitura, un po’ com’è successo nel periodo del passaggio dalla lira all’euro.
Per questo motivo, sulle creme e gli oli che affollano in questo periodo gli scaffali dei negozi si vedono ancora un po’ di numeri, solo che sono stati raggruppati in una delle quattro categorie sopra riportate.

In definitiva, fanno parte delle creme “a bassa protezione” le ex protezioni dal 6 al 10; sono ritenute creme a “media protezione” quelle tra il 15 e il 25; è “alta” la protezione offerta dalle creme tra 30 e 50; è infine “molto alta” la protezione 50+.

Quindi, ribadiamo: le creme in cui compare ancora il fattore 2 non proteggono da nulla.
Lo stesso vale dal lato opposto della scala: lo schermo totale non esiste, ormai lo dice anche l’Ue.
Oltretutto l’Unione europea ha contribuito a sfatare un mito: le creme solari proteggono solo dai raggi UVB, quelli che si sviluppano maggiormente d’estate. Dai raggi UVA, invece, che sono quelli che accelerano il processo d’invecchiamento della pelle, non ci si può mai del tutto proteggere.
Il che è un bene, se, come dicevamo prima, si prende il sole a piccole dosi, ma diventa decisamente un male se si esagera. Anche perché il nostro corpo ha una straordinaria memoria di ogni scottatura che ci siamo beccati, anche da bambini, e un giorno di sicuro ce le farà riscoprire, sperando che gli effetti negativi si limitino solo a farci sembrare un pochino più grinzosi…

Buona tintarella, quindi, ma non lasciate che il troppo sole vi dia alla testa!