Una giornata contro l'Alzheimer, la malattia che ruba la memoria

Scritto da Alessandra Cicalini il 17-09-2008

mano_di_anzianaDa bambini a molti di noi sarà capitato di ascoltare incantati le storie che raccontavano i nostri nonni. In alcuni casi, erano storielle o favole universali, uguali da Nord a Sud Italia; ma molto più spesso si trattava di aneddoti unici, retaggio di eventi capitati nella notte dei tempi agli avi della nostra famiglia.
La memoria tiene unite le generazioni regalando una specie di storia genealogica alla nostra stessa identità.
Per questo motivo (e per molti altri) combattere l’Alzheimer, la malattia che cancella giorno dopo giorno quello che siamo, è così importante.
Il 21 settembre torna la giornata mondiale contro l’Alzheimer, giunta quest’anno alla 15esima edizione. Si tratta di un evento assai atteso durante il quale si fa il punto sulle strategie per affrontarla nella nostra quotidianità e sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica.


In un certo senso, la giornata del 21 settembre restituisce la fotografia più attuale dell’Alzheimer.
Purtroppo i dati non sono confortanti: la Federazione italiana Alzheimer (Fia) ricorda che nel nostro Paese i malati sono oltre 500 mila, ben il 20% della popolazione sopra i 65 anni, con una probabilità di 80 mila nuovi casi all’anno.

Il problema riguarda tutta Europa, che ospita oltre 6,4 milioni di malati, tanto che Nicolas Sarkozy, presidente di turno del Consiglio europeo, ha lanciato nel luglio scorso il Piano europeo Alzheimer in tutti e 27 i Paesi membri.

In Italia è fondamentale l’azione delle numerose associazioni di volontariato che fanno capo alla Fia o all’Aima (Associazione italiana malattie Alzheimer), organizzate in una vera e propria rete lungo tutto lo Stivale, presso cui trovare informazioni, assistenza e una parola di speranza. Soprattutto, le due strutture raccolgono fondi che spendono in campagne di sensibilizzazione.

Dalla parte dei colpiti da questo terribile male e dei loro familiari, c’è senza dubbio una crescita dell’attenzione generale, nei Governi e nell’opinione pubblica: oggi, in definitiva, pressoché tutti conoscono l’Alzheimer e sanno che non bisogna abbassare la guardia.

In soccorso delle persone che ne sono vittime dirette e indirette è arrivata anche l’arte e la pubblicità.
L’Aima riporta sul proprio sito i video girati da Giuseppe Tornatore e Dario Argento, mentre la Fia sponsorizza il cortometraggio di Francesco Felli che ha per protagonisti Carlo Delle Piane e Stefania Sandrelli, il primo malato di Alzheimer che ogni giorno si sveglia sorprendendosi innamorato sempre della stessa donna, che non ricorda essere sua moglie da molti anni.

Una storia simile è narrata anche dalla scrittrice canadese Alice Munro in The bear came over the mountain, un racconto diventato un film (di cui la Munro è stata la sceneggiatrice) candidato all’Oscar nel 2006.

L’arte non risolve, certo, i problemi di chi ha a che fare con la malattia giorno dopo giorno: a un obiettivo del genere lavorano gli “Alzheimer cafè”, luoghi di svago e di sostegno psicologico e sociale, nati in Olanda a inizio anni Novanta e oggi aperti un po’ in tutta Italia.

L’arte non risolve, sì, però aiuta molto: il clou degli eventi legati alla giornata mondiale dell’Alzheimer in Italia è non a caso affidato al concerto al teatro La Scala di Milano previsto il prossimo 27 settembre, alle 20: il maestro Fabio Luisi dirige la Staatskapelle Dresden, all’insegna dello slogan “Non c’è tempo da perdere”, adottato in tutto il mondo. Con analogo spirito combattivo, si è deciso tre anni fa di affiancare agli incontri informativi anche la serata musicale, essenziale per potenziare la raccolta fondi contro il morbo che uccide la memoria.

Chi tuttavia non fosse ancora convinto dell’importanza della lotta all’Alzheimer, può ascoltare lo speciale in onda domani dalle 11 alle 12 su Radio 24.