Anziani italiani, andate oltre l'uovo di oggi!

Scritto da Stannah il 27-09-2010

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I detti popolari piacciono molto, soprattutto agli anziani: sarà forse per questo che molti over 65 italiani preferiscono non pianificare il futuro affidandosi all’adagio “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. A rivelarlo, è una ricerca internazionale sui servizi sanitari d’Europa, presentata alla London School Economics un paio di settimane fa. Nell’indagine si traccia un profilo dei nostri connazionali ultra- sessantacinquenni dalla natura bifronte: il grosso di loro è in buona salute e per questo motivo ritiene che la vecchiaia vera cominci a ottant’anni; dall’altro lato, però, la positiva energia vitale li spinge a non fare programmi per garantirsi un “tramonto” sereno, affidandosi genericamente all’aiuto informale della propria famiglia. L’indagine giudica con severità questo atteggiamento che non tiene conto dell’allentamento dei legami parentali in atto anche nel nostro Paese come in altre parti d’Europa. Nella nostra Penisola, in altri termini, l’assistenza di figli e nipoti potrebbe non bastare più in un futuro non troppo lontano, sia perché è destinata a crescere assai di più la quota di anziani bisognosi di cure, sia perché il reddito delle nuove generazioni potrebbe non essere adeguato a sostenerne il carico economico. Di qui l’appello lanciato dalla ricerca: italiani, cominciate a prepararvi alla “vecchiaia” parlandone in famiglia. Ci sentiamo di rilanciarlo, convinti che la saggezza dell’età alla fine ci spingerà tutti sulla strada giusta. Perché essere allegri e ottimisti anche quando la gioventù è finita non vuol dire non saper guardare al domani. Voi che cosa ne dite? Scriveteci, vi aspettiamo.

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