Giochi da spiaggia, per pigri e attivisti!

Scritto da Alessandra Cicalini il 29-07-2009

Gli anni passano, le generazioni si alternano, ma ci sono alcune abitudini da spiaggia che sembrano non tramontare mai. Provate a passare tra gli ombrelloni in una pigra domenica di luglio e agosto: ogni tanto vi imbatterete in gruppetti di persone che fissano un punto davanti a loro con sguardo talmente intenso da non notarvi affatto. Avvicinatevi: staranno sicuramente giocando a carte.
Una delle attività più amate sulla spiaggia, ebbene sì, non è il nuoto, bensì le lunghissime partite di scala quaranta oppure di scopone scientifico (i più raffinati provano anche con il bridge, ma solo negli stabilimenti più in) che si susseguono ora dopo ora mentre il sole comincia a scendere giù.
L’età dei giocatori è varia, ma le due categorie principali, che a volte possono anche mescolarsi, è quella dei ragazzini e degli anziani. Di solito, anzi, è il nonno o la nonna che inizia il nipote alla pratica delle carte con la scusa che gli tocchi intrattenerlo in qualche modo. In realtà, il piacere della sfida resta fortissima anche con l’avanzare degli anni, per questo, poi, quando i nonni vogliono far sul serio si riuniscono tra coetanei e lasciano che i ragazzini si impratichiscano tra loro su un lettino a parte.

C’è poi un altro gioco in cui la commistione tra vecchi e giovani ci può stare: le bocce, chissà perché, piacciono ancora moltissimo ai bambini, forse per via dei colori accesi delle sfere e del pallino. Che sia amato da chi ha qualche anno in più sembra scontato, ma in realtà tirar quelle palle tonde calibrando mira e forza richiede una certa abilità che per forza sarà stata acquisita quando gli anni dei “bocciofili” erano più verdi. Non dimentichiamoci, del resto, che si tratta di uno sport che potrebbe presto entrare tra le discipline olimpiche.

Più rare sono le squadre miste nei campi da beach volley che d’altra parte comporta un notevole dispendio di energie: finito di alzare muri e rispondere di bagher, poi è una vera gioia buttarsi in acqua.

Piacciono inoltre molto i racchettoni, nella versione francamente un po’ pericolosa con la pallina da tennis (ci giocavo anch’io da ragazzina, chissà quanti accidenti mi sarò tirata senza rendermene conto!) e in quella più corretta con la pallina di plastica, se possibile in acqua, lontano dai bagnanti, o negli spazi predisposti dietro agli ombrelloni.

Il gioco più gettonato, però, sapete qual è, vero? Naturalmente il calcio (anche quello balilla),
quello sì prediletto da tutte le età e di solito odiato da chi ama passeggiare sulla battigia…
Se invece volete sapere quali sono gli sport da spiaggia dell’anno, provate a fare un salto a Rimini da domani, 30 luglio, al 2 agosto: in questi giorni vi si tengono i “Riviera beach games”, ossia le Olimpiadi dei giochi da spiaggia, per gente che non sa stare ferma.

A quest’ultima categoria fanno da contraltare gli appassionati di enigmistica (una domenica ho visto una signora con cappellino in testa e sediolina che se n’è rimasta almeno un paio d’ore con le gambe in acqua e la penna nella mano) e i lettori incalliti. Qualcuno, per isolarsi meglio, si attrezza con la musica in cuffia, ma in generale, quando l’enigma da risolvere è arduo o la lettura particolarmente appassionante, non c’è rumore che li distragga.
In verità, diciamolo, al mare non ci si annoia mai anche quando ci sembra che sia così. Volete mettere com’è bello restarsene a guardarlo quando si avvicina il tramonto e i riflessi diventano di metallo?
Tutto sta ad abituarsi alla pigrizia… siete pronti? Scommettiamo di sì!

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