Scritto da Stannah il 27/04/2010

Gli olivi agli anziani e il commissario Montalbano

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Se il commissario Montalbano fosse una persona in carne e ossa, probabilmente andrebbe a dare una mano ai 25 anziani toscani che nei prossimi cinque anni dovranno occuparsi di 450 olivi abbandonati. Anzi, se fosse già in pensione (e del resto Andrea Camilleri l’ha fatto invecchiare davvero romanzo dopo romanzo),
probabilmente avrebbe partecipato anche lui alla selezione organizzata dal Comune di Prato per il recupero delle piante simbolo della flora mediterranea.
Scaduto a fine marzo scorso, il bando prevedeva che gli aspiranti arboricoltori avessero dai 70 ai 75 anni e che fossero in grado di svolgere lavori all’aperto. Ciascuno di loro, infatti, si prenderà cura di venti piante di olivo, un numero poi non così piccolo soprattutto se le forze scricchiolano un po’ e se nella vita si è fatto tutt’altro. Proprio per queste ragioni, gli anziani sono affiancati da un agronomo che insegnerà (o rinfrescherà) loro tutti i segreti della coltivazione, dalla potatura alla spremitura delle olive. L’obiettivo del progetto chiamato “I giardini degli olivi” è infatti duplice: da un lato si vuole rendere ancora più belli gli spazi pubblici comunali con una particolare attenzione agli esemplari secolari, dall’altra si vorrebbe arrivare a ricavare olio rigorosamente biologico da distribuire nelle scuole. Sì, il commissario siciliano senz’altro ne sarebbe entusiasta e magari si farebbe condire i suoi spaghetti di mare con un filo dell’oro giallo pratese… buon lavoro, anziani amici. E cento (anzi, mille) di questi anni ai vostri ulivi.

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