Ivano Malagoli e il suo "regno" in una stanza

Scritto da Alessandra Cicalini il 04-02-2009

libri antichiQuand’era bambino Ivano Malagoli passava molto tempo con suo nonno. All’epoca viveva in campagna, il nonno di mestiere faceva il falegname e a Ivano, che oggi ha 72 anni e vive poco fuori Modena, piaceva guardarlo mentre lavorava. Ne era anzi così tanto affascinato da farsi venire un’idea, una volta diventato adulto: “Ho riprodotto in miniatura gli attrezzi che utilizzava mio nonno – racconta – come il telaio, il filarino, per esempio”.
Il signor Malagoli ne parla con molta modestia, ma si vede che ne è orgoglioso: “Li ho ricostruiti a occhio, come me li ricordavo, e sono arrivato a farne 32 pezzi“. Ivano, però, non si è limitato a far rivivere la sua infanzia: nella sua casa ha una stanza tutta per sé, una stanza enorme, piena di oggetti che raccontano di un’Italia che non c’è più.
Ivano è un collezionista, ma di un tipo speciale: qualche anno fa è stato colpito da un ictus, ma la voglia di vivere è rimasta la stessa.


“Abbiamo una casa grande, per questo ho avuto la possibilità di adibire una stanza a magazzino, per tutte le mie cose. Questa stanza è diventata il mio regno“, dice con tono lieve. E ce la fa immaginare molto bene, anche al telefono: “Ho un mucchio di libri – elenca – per esempio favole e barzellette modenesi, poi una collezione di modellini di Ferrari, e poi tremila scatole di fiammiferi, cartoline antiche, e pure le fotocopie dei mini-assegni, quelli dei tempi della guerra, da 5-10-15 lire, moltissime bottigline di liquore, insomma ho un po’ di tutto”.

cipolle e moneteDa come ne parla, si capisce che il signor Malagoli avrebbe una grandissima voglia di mostrare il suo tesoro, come faceva prima . “Quando stavo ancora bene – continua – frequentavo il Circolo hobbisti, un circolo di anziani molto attivo, con il quale andavamo nelle scuole a parlare della civiltà contadina“.
Quelle visite didattiche erano “un modo per stare in mezzo ai giovani“, spiega, un desiderio che Ivano ha ancora: “Quando vengono qui i miei nipoti racconto com’era la vita una volta, attraverso i miei oggetti, e loro mi ascoltano e mi sembrano molto interessati”. Per esempio, sua nipote non sapeva come mai la sua scuola fosse dedicata a Gianni Rodari. “Quando era ancora un ragazzo, colui che sarebbe diventato un famosissimo scrittore venne nel nostro paese come sfollato“, precisa, “e io lo conobbi personalmente: era una persona magnifica e già si dilettava a scrivere“.

La prova degli esordi letterari del grande artista di Omegna, sul lago d’Orta (cui è dedicato il bellissimo “C’era due volte il barone Lamberto”) sono alcune copie di una rivista chiamata “Il pioniere”, che il signor Malagoli ospita nel suo “regno”. Ed è una vera gioia per lui aggiungere che, dopo aver appreso tutta la storia, sua nipote d’accordo con il maestro è riuscita a organizzare una giornata di studio su Rodari!

Potrebbero sembrare piccole le soddisfazioni di Ivano, invece sono enormi, perché restituiscono con commozione e semplicità il valore della vita, preziosa tanto più perché ferita. “Mia moglie si sorprende nel vedermi così attivo”, confessa con un po’ di pudore, “ma io avrei ancora delle capacità, se fosse possibile farei qualche lavoretto manuale“, aggiunge con fierezza.

Certo, signor Malagoli, di capacità ne ha tantissime, soprattutto quella di dare energia a chi la sta ad ascoltare. Un sorriso a lei da tutta la redazione di “Muoversi insieme”.

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