Scherzi di Carnevale per un futuro più roseo

Scritto da Alessandra Cicalini il 13-02-2009

maschereI rigori dell’inverno non ci hanno ancora lasciati, ma nello spirito cominciamo a sentirci più prossimi alla primavera quando arriva il Carnevale, vero e proprio spartiacque per la tradizione cristiana tra il periodo natalizio e quello pasquale. La festa delle maschere più nota nel mondo occidentale prende il nome dal latino “carnem levare”, ossia “togliere la carne” e ricorda il banchetto a base di carne che nei tempi antichi si teneva subito prima dell’inizio della Quaresima, il periodo di astinenza e di digiuno preannuncianti il Calvario di Gesù e poi la sua Resurrezione, la domenica di Pasqua.
Oggi quasi nessuno rispetta più il rito, però nella cultura popolare è rimasta molto sentita la passione per una festa in cui vale ogni scherzo (possibilmente non crudele!).


E così succede che anche chi non ama mascherarsi, però si sposta lo stesso in altre città per guardare le sfilate (cui magari prendono parte figli o nipoti) e finisce per farsi riempire di coriandoli, di schiuma e… di arance! Quest’ultimo caso capita a Ivrea, in Piemonte, che ha dato il via ufficiale ai festeggiamenti addirittura il sei gennaio scorso. La battaglia più famosa si tiene il prossimo 23 febbraio, dalle 14.15 in poi, però gli eventi di uno dei più antichi carnevali d’Italia sono davvero moltissimi.

Rischiano il contatto “diretto” (ma sempre non pericoloso) con gli altri visitatori anche i partecipanti al Carnevale di Offida, piccolo paese in provincia di Ascoli Piceno, noto per la corsa all’impazzata del “Bove fintu”, un fantoccio di grosse dimensioni trasportato da un gruppo di sciamannati che corrono all’impazzata da un lato all’altro della piazza fingendo di incornare gli astanti.

Per chi preferisce atmosfere festaiole meno turbolente, è meglio riparare sul Carnevale di Fano, nel nord delle Marche, noto in tutta Italia per la pioggia di cioccolata e dolciumi elargita ai passanti (la prossima pioggia dolce è prevista domenica 15, dal primo pomeriggio): per garantirsi una raccolta fruttuosa conviene munirsi di ombrello e aprirlo a rovescio per pescare il più possibile!

Chi invece ha tempo di passare da un’atmosfera più ironica a una più suggestiva non resterà deluso se farà un salto a Viareggio e a Venezia.
La cittadina toscana resta infatti la capitale italiana dei carri di cartapesta, benché dopo di lei siano arrivate moltissime, e in alcuni casi molto valide, imitazioni.
Ugualmente immortale è il Carnevale della Laguna, così meravigliosamente intriso di antico e di moderno, dopo la scelta, compiuta l’anno scorso e ripetuta anche quest’anno, di dedicare le zone della città a sei sensi, prevedendovi altrettanti spettacoli e installazioni ad hoc.

Infine per i ritardatari che abbiano la possibilità di girare per la Penisola e per quelli che semplicemente abitino nella zona di Milano, c’è modo di prolungare di ben quattro giorni il periodo carnevalesco, come previsto dal rito ambrosiano. In questo caso, infatti, il Carnevale si chiude sabato 28 febbraio, in una edizione “futuristica”, dedicata alla conquista dell’Expò 2015 da parte della capitale meneghina, e al futuro in genere: che sia positivo il più possibile, che decidiate o meno di mascherarvi!

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