Se i papà si chiamano Giuseppe...

Scritto da Stannah il 19-03-2008

Fare il genitore è un mestiere difficile. Quello del padre, poi, è particolarmente delicato. Al papà o al babbo, come lo si voglia chiamare, si chiede infatti di essere presente nella vita dei figli con un pizzico di severità in più rispetto alla mamma, ma insieme di non esagerare. I padri-padroni, fortunatamente, non vanno più di moda, ma quelli troppo malleabili rischiano di soccombere ai capricci dei figli. Insomma, i papà di oggi rischiano di vivere una pesante crisi di identità, forse più delle madri…
Saranno state riflessioni di questo tipo a dare lo spunto al decalogo stilato dall’Istituto di studi sulla paternità in occasione della festa del papà che si celebra oggi. Al primo posto, dice l’Isp, c’è la leggerezza nell’affrontare i propri impegni paterni: “Un buon padre – recita il decalogo – non si angoscia pensando di non essere all’altezza del compito“. Un papà degno di questo nome, poi, “non non si vergogna di esprimere tenerezza verso i figli, ma è anche capace di dire no”; inoltre “mantiene sempre la parola data“, “non sfoga mai sui figli (o sulla loro mamma) il suo nervosismo” e infine “se deve punire i figli non ricorre mai (salvo casi eccezionali) allo scapaccione“.
Si tratta, sicuramente, di consigli universali ma ricordarli oggi, in un’occasione di una ricorrenza particolarmente sentita dai bambini, non fa male.
La festa del papà, tra l’altro, ha una doppia, anzi tripla, natura.


Il 19 marzo si festeggia infatti San Giuseppe, il padre-lavoratore per eccellenza.
Giuseppe il falegname incarna inoltre anche la dignità del povero, di chi non si scoraggia benché non abbia un tetto per la notte e un pasto caldo. Giuseppe viene ricordato anche per aver saputo proteggere sua moglie Maria al momento del parto e dopo, non facendo mai mancare nulla a lei e al bambino finché questi non è diventato Gesù, il simbolo della cristianità.

Ma il 19 marzo è anche uno degli ultimi giorni dell’inverno, in passato giorno in cui i contadini bruciavano fascine di paglia e legna per scacciare definitivamente i rigori della stagione. Oggi i falò sono pressoché scomparsi, ma ce n’è ancora qualcuno, come quello di Bovino, in provincia di Foggia, particolarmente suggestivo.

Il 19 marzo, tra l’altro, è anche una giornata felice per la gastronomia: in molte regioni si preparano le zeppole, con ricette differenti da Nord a Sud, tutte molto gustose.

Per festeggiare i papà, però, non ci sono solo filastrocche, dolci e consigli di comportamento. Ad Albenga, ad esempio, si è pensato anche al loro divertimento: o meglio, al divertimento di quelli che si chiamano Giuseppe (e se sono papà, tanto meglio!). Chi porta questo nome, infatti, oggi potrà entrare gratis al cinema!

Ci sono infine anche papà che hanno pensato di utilizzare il loro status (e il proprio conto in banca…) per farsi portavoce di un’iniziativa dell’Unicef. Si tratta di Gigi Buffon, da poco diventato padre del piccolo Louis Thomas, dato alla luce da sua moglie Alena Seredova. Il portiere ha firmato la maglia più grande del mondo, dal peso di ben 700 chili e oltre 170 chilometri di filo. Il gadget è stato messo all’asta sul Web oggi e vi resterà fino al 26 marzo. Chi riuscirà ad aggiudicarsela (ma cosa ci farà poi è un’altra storia) potrà contribuire al progetto Unicef “Scuole per l’Africa”.

Da ultimo, chi è alla ricerca di un regalo originale per il proprio babbo, potrebbe donargli una gallina… e compiere così anche un gesto di solidarietà. Si tratta di un’iniziativa del Cosv, una organizzazione non governativa milanese, che ha pensato alla “Gallina Carlà” (costo: 15 euro) per sostenere le famiglie di Africa, Asia e America Latina, ossia i continenti in cui sono presenti i propri progetti di cooperazione internazionale. Il pennuto andrà alle famiglie di questi paesi, mentre il papà italiano riceverà per posta una cartolina con un messaggio personalizzato e un divertente omaggio Masai originale dal Kenya.

Auguri a tutti i papà, dunque, anche a quelli che, per così dire, hanno preso altre strade. Dovunque saranno adesso, ne siamo certi, ci amano ancora.


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