Sfumature nell'accessibilità? Affidiamoci alla logica

Scritto da Giovanni Del Zanna il 15-10-2010

Conosciamo tutti l’Accessibilità, ma cos’è la Fuzzy Logic? E che cosa c’entra con il nostro argomento?
Letteralmente fuzzy logic significa “logica sfumata”, polivalente, ovvero – a differenza della “logica matematica” – una logica che non considera solo due condizioni Vero/Falso bensì anche quelle intermedie tra i due estremi. In breve potremmo dire che la realtà, che per la logica matematica è bianca o nera, per quella “fuzzy” è fatta di una sfumatura di grigi (a sinistra, lo schema che ne illustra il meccanismo).
Torniamo all’Accessibilità. Ci domandiamo: se in Italia abbiamo una buona normativa – e sono in molti a ritenere che sia così – perché abbiamo cattive applicazioni? Perché c’è poca Accessibilità? Perché siamo pieni di Barriere Architettoniche?
Le risposte non sono semplici. Ma per una volta proviamo a cambiare punto di vista: cerchiamo di vedere le cose in modo fuzzy, ossia sfumato, non rigido!
Nella quotidianità delle cose, tra formalismi, burocrazia, rigidità e posizioni a volte assurde, il tema dell’accessibilità molte volte è affrontato nell’ottica del bianco o nero: o realizziamo interventi a norma, stereotipati, perfettamente rispondenti alle prescrizioni, o non facciamo nulla e chiediamo la deroga per impossibilità tecnica. Dopotutto pensiamo che quest’approccio sia giusto: o una cosa è corretta o non se ne fa niente!
Nella realtà, però, constatiamo come un approccio così rigido sia fallimentare. Da un lato non tiene conto della varietà di sfumature della realtà: diversità di luoghi, di contesti, di persone con esigenze differenti. Dall’altro non ci rendiamo conto che ad essere troppo rigidi e rigorosi, evitiamo di addentrarci nelle soluzioni “grigie” che, benché imperfette, rappresentano – rispetto al nulla – comunque una soluzione.
Così constatiamo spesso che, a fronte di una buona normativa e di buoni propositi, non troviamo soluzioni adeguate, originali, ben progettate, efficaci.
Per questa ragione la “fuzzy logic” rappresenta uno stimolo interessante. Non si tratta di un approccio grossolano, in cui qualsiasi soluzione va bene, bensì di un pensiero logico, applicato alla realtà, che sviluppa ragionamenti e logiche precise, applicabili tra l’altro alla gestione di apparecchiature (vedi il box in fondo).
Ma se è possibile applicare una logica, rigorosa ma non rigida, per il controllo delle apparecchiature, per soluzioni tecnologiche, perché non possiamo ragionare in modo diverso, più aperto e creativo per l’Accessibilità, magari con schemi concettuali nuovi?
L’Accessibilità non è solo un obbligo normativo, ma una “qualità del costruito” che, a partire dalle prescrizioni di legge, si sviluppa, nei diversi contesti di applicazione, in base alle esigenze delle persone, ai vincoli presenti, alla creatività del progettista.
Può capitare, ad esempio (a me è capitato: vedi la foto a destra) che una persona in carrozzina chieda di realizzare una rampa “ripida”, ben oltre le pendenze di norma: la rampa, ad uso personale, per un disabile con buona forma e “abilità” era accessibile: quindi che fare? Rispettare la norma o fornire una soluzione funzionale?
Simili i due casi di Bologna, in piazza del Nettuno, e di Lubiana, nel centro storico, riguardanti la sistemazione della pavimentazione di una piazza che integra gradini e piano inclinato (nelle foto a sinistra e a destra la piazza bolognese e il centro storico della capitale slovena). Si tratta di rampe a norma? Si potrebbero fare molte osservazioni, ma le immagini ci mostrano comunque due soluzioni interessanti. La progettualità è andata oltre la norma: la larghezza di queste rampe non è minima, sono passaggi ampi, in cui vengono utilizzati materiali diversi che hanno contrasti visivi decisi, ma allo stesso tempo non ci sono corrimani e protezioni. Si tratta quindi di soluzioni stimolanti, frutto di un progetto attento e creativo, non un appiattimento alla semplice applicazione, meccanica e ripetitiva, della norma.
Forse un approccio nuovo, che sa confrontarsi con la dimensione sfumata (fuzzy) della realtà può portare a nuove soluzioni, ad un modo di operare più ricco e positivo.
E poiché finora le cose non hanno funzionato molto, perché non provare vederle in modo differente, con schemi di pensiero nuovi? Aspetto i vostri commenti.

Le applicazioni della Fuzzy Logic
Si potrebbe pensare che la Fuzzy logic sia solo qualcosa di astratto, un pensiero matematico fine a se stesso, confinato nel mondo delle teorie.
Agli inizi, in effetti, è stato così, poi – negli anni ’80 – si è cominciato ad applicarla per il controllo di dispositivi tecnologici, con risultati interessanti.
Tra le soluzioni sperimentate su prodotti di largo consumo possiamo citare bollitori per l’acqua, automobili, lavatrici, misuratori di pressione sanguigna, aspirapolveri, televisori.
Ma la Fuzzy logic è stata applicata anche in altri campi: su metropolitane, carrelli elevator,  gestione risparmi e sul sistema di predizione dei terremoti in Giappone.

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