Digitale terrestre, la rivoluzione "solidale" continua...

Scritto da Alessandra Cicalini il 14-06-2010

Già nel settembre dell’anno scorso ci siamo occupati del digitale terrestre, cercando di fornire tutte le informazioni utili su agevolazionper gli over 65, tappe e requisiti tecnici per continuare a guardare la tv. Sì, perché senza decoder (e non solo quello) interno o esterno, il nostro schermo resta nero. Si tratta di un’esperienza già provata da molte persone, come riporta un articolo pubblicato il mese scorso dal Sole 24Ore.

Sulla carta, infatti, chi si è mosso per tempo acquistando un televisore di ultima generazione o di decoder e cavi adeguati, non dovrebbe aver incontrato problemi. Invece, secondo quanto riporta il quotidiano economico, sembra che solo il 70-75% della popolazione già passata al digitale è stata in grado di farcela da sola, mentre il 20-25% ha dovuto chiedere aiuto ai parenti e circa il 5% ha dovuto chiamare direttamente un antennista.

Sì, perché pare che sia proprio l’antenna l’incognita principale che determina o meno il funzionamento della “nuova” tv. Sarebbero infatti molte quelle mal tarate oppure direttamente obsolete, in ogni caso non in grado di dialogare con il segnale digitale.

Il black-out televisivo, in genere, non dura più di dieci giorni, ma si tratta di un’infinità soprattutto per chi soffre di problemi deambulatori e utilizza la magica scatola (in verità sempre più piatta) come principale compagnia. Per questo motivo, racconta sempre Il Sole 24Ore, Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, già passati dal digitale terrestre nel corso del 2009, hanno attivato l’assistenza domiciliare per l’installazione dei decoder a beneficio degli anziani.

In generale, però, ci si affida al passaparola e anche alla fortuna… in Lombardia, alle prese con lo switch-over, ossia la prima fase in vista della trasmigrazione definitiva al digitale (per ora le reti interessate sono Raidue e Retequattro), erano in verità già molti i cittadini ad aver sperimentato il segnale terrestre. Solo che prima della fase attuata nel maggio scorso i canali digitali si trovavano su frequenze diverse da zona a zona, mentre adesso la numerazione è uguale per tutti. Certo, anche i più esperti hanno dovuto lottare con i cavi e riposizionarli negli attacchi giusti: in tutto, di norma, sono sei, i tre colorati, quello elettrico, l’antenna e la presa scart del decoder.

In fondo, la rivoluzione in corso è un’ottima scusa per incentivare la solidarietà inter-generazionale: in ogni famiglia c’è di sicuro almeno un parente in difficoltà cui dare una mano; e se poi qualcuno di voi si è procurato il nuovo apparecchio in alta definizione per seguire l’Italia ai Mondiali, questo è proprio il periodo giusto (a partire da stasera) per riunirsi e godere tutti insieme delle meraviglie della tecnologia.

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