La pensione "precaria" dei lavoratori autonomi

Scritto da Stannah il 15-11-2010

A molti lavoratori iscritti alla Gestione separata dell’Inps è sembrata un po’ forte la dichiarazione di Antonio Mastrapasqua, il direttore dell’ente previdenziale statale, rilasciata qualche settimana fa durante un convegno. Capire quanto sia l’ammontare complessivo dei contributi pensionistici accumulati da loro fino a questo momento – avrebbe infatti detto il responsabile dell’Inps – è impossibile oltre che “pericoloso” per la pace sociale. Quest’ultima parte della frase, in verità, è frutto delle ricostruzioni giornalistiche apparse però su media di orientamenti differenti.
Qualunque fosse il vero significato delle parole di Mastrapasqua, è in effetti vero che la situazione pensionistica dei lavoratori autonomi o sotto contratto di collaborazione o altre forme atipiche è più difficile da ricostruire. Al cammino a ritroso attraverso anni di lavoro non proprio stabili è stato persino dedicato un film francese, da poco nelle sale italiane. Si tratta di “Mammuth” (nella foto a sinistra, la locandina),
di Benoît Delépine e Gustav Kervern, interpretato da Gérard Depardieu. Il titolo è volutamente evocativo: elefantiaca è la stazza del protagonista e da animale in estinzione sono i suoi sentimenti nei confronti della società contemporanea, rifiutata simbolicamente anche dalla motocicletta – una non casuale “Munch Mammuth” – degli anni Settanta che si ostina a guidare.
Il film indaga con grande passione sociale nei dilemmi personali e universali di un quasi anziano alle prese con la fine della vita attiva (bella la recensione di Paola Casella su Europa).
Tuttavia, a livello pratico, i sessantenni atipici di oggi non dovrebbero temere per la propria pensione, per quanto possa essere arduo calcolarla: la rassicurazione è arrivata dallo stesso Mastrapasqua, che tra l’altro ha lasciato qualche speranza anche ai pensionati del 2040 e rotti… in che modo? Leggete l’articolo nell’area Magazine, settore Lavoro e Pensioni, e lo scoprirete.

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