Scritto da Stannah il 22/12/2010

Scambiarsi regali, "doni" d'umanità...

Perché sotto Natale pressoché tutti ci facciamo contagiare dall’atmosfera festosa? E perché ci piace (quasi sempre!) scambiarci i regali? Per rispondere, è necessario allargare il discorso al concetto e all’esperienza del dono, come fa Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Socialità. Il nostro sociologo prende spunto dai regali natalizi per parlare in generale della gratuità dell’atto del donare, in cui non conta tanto l’oggetto regalato, bensì l’aspirazione a cementare il legame con la persona alla quale lo si regala.
Scambiandoci doni, in altri termini, cerchiamo di confermare l’importanza del nostro rapporto (amoroso, familiare, di amicizia) con il destinatario, ma anche di gettare le basi per farlo

crescere ulteriormente. Simile è meccanismo che scatta quando il soggetto che riceverà il nostro omaggio è uno sconosciuto, come succede quando si fa una donazione per i poveri o quando si dà addirittura qualcosa del nostro corpo (dal sangue agli organi) per aiutare qualcun altro.
Secondo l’esperto, dietro al dono, privato o benefico, c’è il senso più profondo del Welfare moderno. È come se, in altri termini, aspirassimo tutti a “far salire di livello”

 le relazioni umane elargendo un oggetto, una somma di denaro o più semplicemente il nostro tempo a un’altra persona.
Visti sotto questa luce, i nostri regali, anche i più piccoli ed economici, assumono tutto un altro significato… non sembra anche a voi? Speriamo di sì… buoni doni, amici.

Leggi l’articolo di Paolo Ferrario

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