Storia di Laura, influencer in carrozzina

“In piedi o seduti non importa. E poi, chi dice che un difetto è un difetto? Ogni ‘imperfezione’ può essere il nostro tratto distintivo, ne sono convinta, il segreto sta nel saperlo portare!”

Chi è Laura Miola, madre donna e influencer in carrozzina con 50mila follower su IG

L’intervista a Laura Miola

Laura Miola è una mamma in carrozzina, anche se forse il più bel modo di presentarla è con la definizione che le ha regalato una sua follower. Ovvero, “influencer di positività”. Nel mondo dei social, in particolare su Instagram (dove ha raggiunto in pochi anni 54mila follower), Laura ha trovato un nuovo modo di stare al mondo, di comunicare con le immagini e con le parole la sua disabilità a tutti coloro che vivono una situazione simile alla sua, e anche ai cosiddetti normodotati.  E soprattutto di passare un messaggio di speranza e di positività. Oggi Laura ha trent’anni, un bambino delizioso, un compagno con cui è fidanzata da quando aveva dodici anni e un lavoro che le porta molte soddisfazioni.È una donna allegra, gioiosa e piena di voglia di vivere. L’unico momento in cui si sente diversa dagli altri è quando si scontra con le barriere architettoniche. Sono anche gli unici momenti in cui la rabbia prende il sopravvento. “Da ottobre 2019, sono stata scelta come delegata del mio Comune alle politiche di inclusione sociale. Voglio far diventare il nostro paese Bandiera Lilla, paese completamente accessibile.” Ce la farà, ne siamo certi, con la forza del suo sorriso e della sua gentilezza.

Laura Miola

Laura, raccontaci: quando è arrivata la carrozzina nella tua vita?

“Ho una malattia neurologica da quando avevo tre anni. All’inizio i sintomi erano lievi. Poi però la situazione, lentamente, è peggiorata. Non sapevamo neppure il nome della malattia, non conoscevamo il gene, sono rimasta senza diagnosi per vent’anni. All’incirca fino a quell’età ho camminato. Avevo una paura tremenda della carrozzina. Avevo paura anche dell’immagine di me, e di come sarebbe cambiata. Invece poi mi sono ricreduta.”

È stato un passaggio molto difficile quello di non poterti più affidare alle tue gambe, seppur con le stampelle?

“Direi proprio di sì. Anche se col tempo la carrozzina mi ha ridato la libertà e mi sono resta conto che con le stampelle ero molto più limitata.”

Oggi su Instagram, il social fotografico per eccellenza, hai 54mila follower e un ruolo pubblico come ‘influencer di positività’. Com’è successo?

“All’inizio, come molti, ho cominciato per gioco. Il primo profilo l’ho aperto nel 2013, e navigavo soprattutto in cerca di persone che mi aiutassero a superare quel passaggio così delicato, dalla postura in piedi a quella seduta. Instagram mi ha aperto un mondo: ho trovato centinaia di storie di uomini e donne di tutte le parti del mondo, che si muovono quotidianamente in carrozzina. Molti di essi ci erano finiti in seguito a un incidente. Eppure continuavano a viaggiare, facevano sport, insomma conducevano una vita normale. Tutto questo mi ha dato tanta forza”.

Laura Miola

E poi sei diventata anche tu un motivo di speranza per altri, vero?

“Sì, lentamente anche io sono diventata un punto di riferimento. Le mie parole, le mie esperienze, le mie testimonianze sono state motivo di consolazione e incoraggiamento per altri”.

Vuoi seguire Laura su Instagram? La trovi qui.

Quando e come è diventata una professione quella di influencer su Instagram?

“Dopo il diploma all’Istituto turistico, mi sono iscritta alla facoltà di Comunicazione digitale all’Università di Sora. È stato un periodo molto duro. Ero all’inizio della mia nuova vita, a bordo della carrozzina. L’università di Sora non era attrezzata per l’accesso di persone disabili, quindi ero costretta a sostenere gli esami in uno stanzino, con due testimoni. Non ce l’ho fatta. Ho smesso e mi sono dedicata a un’altra mia passione”.

Allora facciamo un passo indietro: oltre ad essere un’esperta di comunicazione digitale e influencer, sei anche una professionista del make-up. Giusto?

“Sì, dopo il primo anno di Università, ho scelto di prendere una pausa e mi sono iscritta all’Accademia di trucco professionale a Roma. È stato un bel periodo, ma comunque non mi bastava. Sentivo che dovevo completare il mio percorso. Nel frattempo il preside della facoltà era cambiato, era arrivata una donna. L’università era stata resa accessibile, addirittura era stato avviato un servizio di trasporto con il pulmino per gli studenti in carrozzina.  Ho ricominciato a studiare, ho recuperato il primo anno e mi sono laureata con il premio di laurea per i primi venti migliori laureati dell’Ateneo consegnato direttamente dalla Preside.”

Storia di Laura

Laura Miola

Una volta hai scritto: “L’unico momento in cui mi sento diversa dagli altri è quando mi scontro con le barriere architettoniche”. L’ultima volta che ti è successo?

“Alcuni mesi fa sono andata a cena fuori con mia sorella, mio cugino e mio marito. Il mio piccolo aveva bisogno di essere cambiato. Siamo andati verso il bagno, ma abbiamo avuto una brutta sorpresa. Il bagno era attrezzato per disabili, ma per raggiungerlo bisognava fare tre gradini. Quindi io in bagno, da sola, non sono potuta entrare; il mio bimbo piangeva disperato perché chiamava la mamma. È stato molto brutto. Certo, c’era mia sorella, la zia per il piccolino, ma per me è stato davvero triste.”

Avete fatto presente la situazione ai proprietari del locale?

“Sì, certamente. Si sono scusati, hanno detto che avevano una pedana, ma che era rotta…”

Da qualche mese è delegata per le politiche di inclusione sociale del suo paese. Qual è il suo sogno?

“Premetto che non appartengo a nessun gruppo politico, però sì. Da ottobre del 2019 sono stata scelta come delegata per le politiche di inclusione sociale. Vorrei tanto far diventare il nostro paese Bandiera Lilla, ovvero paese completamente accessibile”.

Secondo te oggi giorno c’è maggiore sensibilità sull’argomento delle barriere architettoniche in Italia?

“Io credo di sì. E comunque a parte le persone con le carrozzine, dovremmo iniziare a pensare che le barriere sono un ostacolo alla libertà di movimento anche per le persone anziane, per le mamme con i passeggini e le carrozzine. Non è una questione che riguarda solo i disabili, ci riguarda tutti.”

Hai mai pensato di entrare in politica, di assumere un ruolo pubblico a livello nazionale?

“Ho partecipato a qualche convegno, ho raccontato la mia storia. Mi piace lasciare una testimonianza.”

Tu sei un’influencer di positività, giusto?

“Sì, è un attributo che mi ha donato una mia follower. È molto bello. Ne vado fiera.”

Un’altra tua battaglia personale è quella di valorizzare, sempre, la femminilità. 

“Certo! Io penso che una donna possa essere bella sia in piedi, sia seduta. Solo perché hai una disabilità non è detto che tu non possa essere attraente, o che tu non possa seguire la moda”.

Laura Miola

Laura Miola

Raccontaci un’avventura indimenticabile, tra le tante di cui hai parlato sul tuo profilo “Mamma in carrozzina”?

“Per esempio, di quando mi sono lanciata con il paracadute? È stato bellissimo. Era un desiderio che avevo da tempo. Non ho avuto nessuna paura. È stato meraviglioso”.

Sei davvero una super mamma e una super donna. Anche tu, però, passerai dei momenti difficili. Non ti capita mai di arrabbiarti?

“Beh, certo. I commenti stupidi ti capitano, come ad esempio chi mi dice ‘tuo marito è un grande uomo, che ti sta vicino. In una coppia ci si sceglie, io e lui stiamo assieme da quando io avevo dodici anni.”

Un matrimonio lunghissimo!

“Sì, lunghissimo e molto felice. Naturalmente, come in tutte le relazioni, ci sono anche i momenti di difficoltà, ma l’importante è mettere a fuoco dove si vuole arrivare, e guardare sempre avanti. Noi siamo molto uniti, anche dalla fede.”

Laura Miola è una donna eccezionale, un esempio di resilienza. Ci piace terminare questa intervista citando una sua testimonianza, in cui parla proprio di quella compagna inseparabile di vita che è la sua carrozzina, da un punto di vista estremamente femminile e generoso.

“Ho lavorato tanto su di me. Non è stato un percorso semplice, ma ho capito che questo particolare poteva rappresentare un mio punto di forza e non di svantaggio. Perché chi dice che un difetto è un difetto? Per chi lo è? Ogni “imperfezione” può essere il nostro tratto distintivo, ne sono convinta, il segreto sta nel saperlo portare!”.

Grazie Laura.

Aspetta, c’è dell’altro!

Leggi l’intervista a Nonna Licia, influencer a 90 anni