Carne e pesce, alimenti da "etichetta speciale"

Scritto da Angela Maria Messina il 23-03-2011

Grazie all’etichetta presente su un alimento noi consumatori possiamo ricevere molte informazioni sul prodotto che stiamo per acquistare: gli ingredienti da cui è composto, gli eventuali additivi aggiunti, come e fino a quando può essere conservato, da chi è stato prodotto, dove e, per la maggior parte di essi, le caratteristiche nutrizionali. Il mese scorso abbiamo presentato una nuova legge che prevede, quando sarà in vigore, che venga indicata in etichetta l’origine delle materie prime utilizzate per la maggior parte dei prodotti alimentari. Oggi, comunque, per alcune categorie di alimenti questo avviene già, per esempio con la carne e il pesce.

Conoscerne la provenienza e tutti i passaggi intermedi prima dell’approdo sulle nostre tavole è stato ritenuto dalla Comunità europea e dall’Italia particolarmente importante, vista la grande disponibilità di carni e pesci che arrivano da tutte le parti del mondo.
In particolare, l’etichettatura attuale è prevista sulle carni bovine e su tutti i tipi di pesci e deve essere completa di tutte le informazioni necessarie indicate sulla confezione, nel caso di prodotti confezionati, o riportata su un cartello vicino al banco vendita se i prodotti sono venduti sfusi.

Per le carni bovine l’etichetta riporta, oltre alla categoria e al taglio (bovino adulto – filetto), il numero o codice di riferimento; questo può essere il numero d’identificazione del singolo animale da cui provengono le carni o il numero d’identificazione di un gruppo di animali e serve per risalire all’animale di provenienza.

Per conoscere la storia dell’animale è obbligatorio poi indicare il Paese di nascita (per esempio, “nato in Francia”); il Paese di ingrasso (per esempio, “allevato in Italia”), seguiti poi dall’indicazione “macellato in” con il nome del Paese dove è stato macellato l’animale e il numero di approvazione del macello stesso e dall’indicazione “sezionato in” con il nome del Paese dove è stato sezionato l’animale e il numero di approvazione del laboratorio di sezionamento.

Possono essere presenti anche altre indicazioni non obbligatorie secondo la legge che disciplina l’etichettatura delle carni bovine, ma di interesse per il consumatore: la razza e l’età dell’animale, la tecnica di allevamento, il tipo di alimentazione, la data di macellazione e/o di preparazione delle carni, il periodo di frollatura delle carni, e così via.

Anche nel caso del pesce l’etichetta contiene tutte quelle indicazioni necessarie per l’identificazione del prodotto acquistato, sia fresco che congelato. Oltre alla denominazione commerciale della specie (per esempio, “branzino”), seguita anche dalla denominazione scientifica (in questo caso Dicentrarchus iabrax), è importante conoscere il metodo di produzione, cioè se il pesce proviene da un allevamento o se è stato pescato in mare o in acque dolci (allevato, pescato in mare o in acque interne). Nel caso del prodotto pescato, si deve riportare la zona di cattura (Mar Mediterraneo, Oceano Indiano etc), mentre, per il prodotto allevato, il Paese di provenienza.

Quando si tratta di pesce congelato, un’ulteriore indicazione è la percentuale di glassatura presente, cioè lo strato di ghiaccio che lo ricopre. Il pesce surgelato ha sull’etichetta della confezione tutte le indicazioni presenti su qualsiasi prodotto confezionato, oltre a quelle obbligatorie specifiche per i prodotti ittici (ricapitolando: denominazione commerciale della specie, metodo di produzione, zona di cattura o Paese di provenienza).

Tra i prodotti ittici una categoria particolare è rappresentata da vongole, cozze, mitili, capesante, ostriche, i cosiddetti molluschi bivalvi, allevati solitamente in acque di mare o di laguna. Per la loro commercializzazione questi prodotti devono essere sempre accompagnati da un bollo sanitario presente sulla confezione; devono provenire da un centro di depurazione o da un centro di spedizione identificato con un numero specifico rilasciato dall’autorità sanitaria e deve essere indicato il Paese speditore. In etichetta, infine, viene riportata la specie, la data di confezionamento con almeno il giorno e il mese e la data di scadenza o, in alternativa, la dicitura “i molluschi bivalvi devono essere vivi al momento dell’acquisto”.

Si conclude così l’approfondimento dedicato alle etichette di carni bovine e prodotti ittici, alimenti presenti spesso sulle nostre tavole sia per la loro versatilità in cucina, che per le loro caratteristiche nutritive e organolettiche. La prossima volta proseguiremo con altre particolari etichette: quelle previste per uova e pollame. Continuate a seguirci, dunque, vi aspettiamo.

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