Videogiochi anti-Alzheimer, per anziani consapevoli

Scritto da Stannah il 16-02-2010

Qualche mese fa abbiamo parlato di Taizo, un piccolo robot giapponese che aiuta gli anziani a tenere in allenamento la muscolatura. Vedendolo, veniva da sorridere e invece, a pensarci bene, si trattava di un tipico esempio di uso “buono” della tecnologia. Analoga potrebbe essere la nostra reazione davanti al progetto europeo “Sociable”, che in Spagna, Grecia, Norvegia e Italia si prefigge di arginare gli effetti dell’Alzheimer utilizzando speciali videogiochi.
Partito durante il 2009, il progetto è entrato da pochissimo nella sua fase operativa, dopo il convegno internazionale che si è tenuto a fine gennaio a Valencia. Tra i problemi dibattuti, l’individuazione dei giochi più adatti a stimolare la memoria a breve termine – quella più colpita tra i malati di demenza senile – e del supporto più adeguato. A Forlì, sede italiana della sperimentazione, si è optato per due tavoli elettronici “touch screen”, progettati per aiutare gli anziani giocatori a distinguere e associare immagini e colori, con lo scopo finale di mantenere attivo il cervello. In tutto gli anziani coinvolti sono trecento, sessanta i forlivesi, con un’età media di 75 anni e di livello culturale medio. Come prima caratteristica, però, si era richiesta la disponibilità a provare i videogiochi. Perché la tecnologia può essere d’aiuto solo se la scelta di servirsene è consapevole. Ditelo ai vostri nipoti… e pensateci anche voi se vi sentite schiavi della Playstation!

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