Scritto da Stannah il 02/10/2013

Margherita Hack e la pacatezza “stellare”

Stannah-muoversi-insieme-montascale

Intervista di Alessandra Cicalini

 

margherita hackSarebbe stato bello domandare a Margherita Hack il nome del suo cane: dal telefono arrivano nitidi i latrati, ma l’astrofisica non sembra esserne spazientita; semplicemente, ogni tanto, si allontana dall’apparecchio mormorando un “mi scusi un attimo”, poi torna ai suoi ragionamenti con una pacatezza davvero invidiabile. Dal tono delle risposte, anche senza vederne i fiammeggianti occhi chiari, si intuisce che la fiorentina signora delle stelle non abbia mai smesso un giorno di alzarli verso il cielo (e di riportarli giù per studiarne i movimenti). “Non ho mai smesso di lavorare – esordisce infatti – continuo a fare la ricercatrice e poi partecipo a conferenze in giro per l’Italia e nelle scuole”. 

Una sua biografia su internet dice che nella sua carriera è sempre stata accompagnata dal marito: quanto conta, secondo lei, nel successo professionale di una donna, la presenza di un compagno affidabile?
Conta senz’altro, anche se questo discorso vale per le donne e per gli uomini. Certamente, poi, esiste una questione femminile, nel senso che le donne spesso sono meno competitive e abbandonano prima i progetti professionali.

Quando studiava le studentesse erano molte oppure oggi c’è stato qualche cambiamento?
In verità erano già un buon 50%, anche se posso sembrare del Medioevo… poi, sì, le donne in cattedra erano una minoranza e del resto anche oggi a Ingegneria le ragazze sono pochine.

Come se lo spiega? 
Sono molto condizionate dall’educazione familiare. I genitori non dicono mai “la vita è una gara”. E invece bisogna combattere, anche se sportivamente. Insomma, tutti devono imparare a campare: il segreto è rendersi indispensabili, ossia specializzarsi in qualcosa che nessun altro sa fare.

Lei però ci crede nel valore degli uomini (e delle donne)?
Credo nella solidarietà umana e nel principio “non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te”.

Si tratta di un principio evangelico… però è atea.
Sì, ma quel che diceva Gesù è universale: si tratta di rispettare la dignità altrui, sempre.

Nel libro-intervista con Marco Alloni si è soffermata a lungo sulla questione del “come mai”, tipico presupposto della ricerca scientifica, contrapposto al “perché”, domanda di partenza delle religioni. Da bambina non ha mai vissuto la fase del “perché” come capita a molti? Oppure quando guardava le stelle già si chiedeva “come mai” fossero lì nel cielo?
Da bambina pensavo a giocare! Non avevo turbamenti religiosi né li ho mai avuti in seguito. A un certo punto, semplicemente, ho cominciato a studiare la fisica e da lì è partito tutto.

Visto che scrive molti libri divulgativi, ha mai pensato di provare con una sceneggiatura di un film di fantascienza?
No… non ho una fantasia letteraria, io: mi riesce di spiegare quelle cose lì, ma se dovessi inventare di sana pianta non ne sarei capace.

Crede molto nella possibilità che i grandi telescopi ci dicano qualcosa in più sull’evoluzione dei sistemi extra-solari: che cosa pensa che potrebbero scoprire?
Più cose sugli altri pianeti terrestri: finora sappiamo che ce ne sono circa trecento in orbita intorno alle loro stelle, ma con il grande telescopio che l’Osservatorio europeo per l’emisfero australe sta pensando di costruire, si potrebbero avere informazioni più dirette. Originariamente, il telescopio doveva avere un diametro di cento metri, invece, per problemi di soldi, se ne farà uno di quaranta, in grado comunque di coprire una distanza paragonabile a quella che c’è tra la terra e il sole.

E quanto tempo ci vorrà per realizzarlo?
E chi lo sa? Con i pochi fondi a disposizione chi può dirlo?

Potrebbe servire a scoprire se c’è vita da qualche altra parte?
Impossibile: quei pianeti sono a troppi miliardi di luce da noi. L’unica possibilità che abbiamo è con Marte, su cui già sappiamo che ci sono condizioni compatibili con la vita simili a quelle esistenti sulla Terra, anche se potrebbero generare organismi non troppo evoluti. Per sapere se c’è vita sui pianeti extra-solari, invece, qualcuno potrebbe farsi ibernare per migliaia di anni…

E sperare di essere sghiacciato al momento giusto…
Sì… però pensiamo se qualcuno si svegliasse oggi: troverebbe un mondo velocissimo, chissà se ci capirebbe qualcosa!

Nell’introduzione al volume “La scienza” sul sistema solare (collana la Biblioteca di Repubblica) lei ha sottolineato che il sistema solare sarebbe destinato a vivere ancora molto a lungo, più o meno gli stessi miliardi di anni raggiunti finora: perché allora continuano a circolare teorie millenaristiche sulla fine del mondo? Pensi anche al recente film sulla profezia Maya che dice che tutto finirà nel 2012…
Tra miliardi di anni la Terra potrebbe essere risucchiata dal sole, ma fino ad allora… il resto sono superstizioni frutto dell’ignoranza, diffuse tra gli uomini in ogni cultura ed epoca.

Però gli antichi greci avevano già intuito qualcosa sulle stelle e le culture precolombiane erano molto raffinate.
Indubbiamente, però le intuizioni dei greci non erano provabili, mentre grazie alla scienza si è arrivati a importanti risultati per il progresso dell’umanità.

Quindi lei crede nel progresso?
Certamente: è grazie alla ricerca scientifica che oggi si possono fare trapianti di cuore, di fegato, e forse riusciremo addirittura a riprodurre la vita. Più lento è stato il progresso morale, ma anche quello c’è stato.

Può fare qualche esempio?
Beh, oggi non andiamo più al Colosseo a veder gli schiavi che si fanno ammazzare dalle belve, e poi un certo addolcimento dei costumi c’è stato e abbiamo leggi che proteggono i più deboli… è quando si ha la pancia vuota che si è più crudeli!

Ha detto di aver spesso a che fare con i giovani e qualche anno fa ha partecipato a un programma tv per Rai educational: ha fiducia nelle nuove generazioni?
Più o meno mi sembran sempre uguali… ci sono quelli più bravi e quelli meno bravi. Forse oggi ci sono più possibilità di sfruttare le opportunità disponibili, ma il progresso non si giudica dalle singole persone. Ci vogliono anni, secoli…

La religione non le interessa: la filosofia, invece?
Per me son tutte chiacchiere! Sono una persona pratica io… non ho mai avuto angosce sul perché siamo al mondo e se il mondo sia cominciato e quando. Anzi, forse è sempre esistito, se si dà per buona la teoria dell’universo in continua espansione.

Ha già in cantiere un altro libro oltre a quello che èappena uscito per la Rizzoli?
Sì, sono già sotto contratto per un altro, di divulgazione scientifica, stavolta.

Esiste un segreto, o più segreti, per mantenere il cervello attivo?
Restare allenati, magari seguitando a lavorare. In generale, coltivare interessi intellettuali e socializzare. Trovo molto utile per esempio iscriversi all’Università della terza età.

Chiusa la telefonata, resta un senso di calma e di fiducia nell’uomo (e nella donna, certamente: anzi, buon otto marzo a tutte). Ognuno di noi ha il suo carattere e il suo percorso, però chissà che fissare il cielo e le stelle come ha fatto tutta la vita Margherita Hack non ci aiuti a sentirci più leggeri. Vale la pena provarci.

Leave a Reply

Your email address will not be published.