Nutrizione e farmaci: alleati sì, ma distinti

Scritto da Angela Maria Messina il 25-01-2011

Nutraceutica: è un termine forse non ancora entrato nell’uso comune, ma di cui si legge sempre più spesso su giornali e riviste che affrontano temi legati al benessere, all’alimentazione e più in generale alla salute. Il termine deriva dalla contrazione delle parole nutrizione e farmaceutica e viene considerato ormai quasi una scienza: quella che studia le proprietà benefiche che hanno gli alimenti sulla salute o più precisamente come prevenire e, perché no, anche curare alcune malattie mangiando. Questa significa per assurdo che andremo a comprare particolari cibi in farmacia? Non proprio: ricordiamoci sempre che l’alimento non è un farmaco, che i cibi devono essere presenti in modo equilibrato e che la nostra dieta deve essere variata per garantire il giusto apporto di tutte le sostanze nutritive.
Certamente, però, oltre ai nutrienti di cui abbiamo bisogno, quindi proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali e fibra, ci sono particolari sostanze che svolgono un’azione specifica per contrastare alcune patologie: pensiamo per esempio agli antiossidanti, di cui sono ricchi frutta e verdura, o agli acidi Omega 3, presenti in alcuni oli e nelle noci, nocciole e mandorle.
In questi ultimi anni la scienza della nutrizione si è fortemente sviluppata e ancora oggi è in evoluzione: le proprietà delle diverse sostanze, gli alimenti che ne contengono in maggiore quantità, i vantaggi per la salute o meglio ancora il loro potere preventivo o addirittura curativo sono tutti argomenti oggetto di studi e ricerche.
Proprio per questo non seguiamo senza pensarci la “moda alimentare” del momento, ma impariamo a scegliere con maggiore frequenza alcuni alimenti piuttosto di altri della stessa tipologia, sempre però all’interno di una dieta variata e completa.
Ma quali sono, alla luce di queste ricerche, gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola?
Prima di tutto i legumi e i cereali, meglio integrali per la presenza di fibra, tra cui alcuni meno tradizionali come la quinoa che ha un’alta percentuale di proteine con buone quantità di vitamine e minerali come manganese, magnesio, ferro, rame e fosforo.
Il pesce azzurro e i semi oleosi grazie al contenuto di acidi grassi Omega 3 contribuiscono a ridurre i trigliceridi e quindi agiscono come difesa del sistema cardiocircolatorio.
Tra le verdure un posto importante lo occupano i cavoli e le verze e tutte quelle che appartengono alla famiglia delle crocifere come cavolfiori, broccoli, cime di rapa. Oltre a vitamina C, acido folico, fibra e potassio, la loro caratteristica nutrizionale è la presenza di sostanze particolari come i tioossazolidoni, con effetto antitiroideo, e il sulforafano, che, assieme agli isotiocianati, si ritiene abbiano un effetto protettivo contro i tumori intestinali.
Particolarmente interessanti per le loro proprietà sono i frutti chiamati genericamente frutti rossi, come fragole, ciliegie e frutti di bosco (more, lamponi, mirtilli, ribes rosso e ribes nero): oltre a contenere notevoli quantità di fibra che contribuisce a un buon funzionamento dell’intestino, sono ricchi di sostanze antiossidanti e protettive che, tra l’altro, contrastano l’invecchiamento cellulare.
Importanti sono anche le spezie e gli aromi: tra gli altri, aglio, cipolla, ma anche prodotti più esotici come alghe, zenzero, curcuma, possiedono diverse proprietà tra cui quelle antinfiammatorie e antitumorali.
E per i “golosi” un pezzo di cioccolato fondente aiuta a mantenere vivo l’umore, riduce lo stress e migliora la circolazione sanguigna; la serotonina combatte la depressione, mentre i flavonoidi, presenti in quantità solo nel cioccolato amaro contribuiscono a ridurre il rischio cardiovascolare.
Oltre a questi cibi che sono ricchi naturalmente di queste sostanze, sono sempre più diffusi altri alimenti che ne sono arricchiti ad hoc: si tratta per lo più di latte, yogurt, biscotti, pasta, prodotti da forno. l’industria alimentare sta investendo molto in questo settore: basti pensare agli spot che pubblicizzano sempre più spesso gli alimenti che hanno “qualcosa in più” rispetto a quelli tradizionale.
Prodotti che potrebbero avere le medesime proprietà, ma che non possono più essere considerati alimenti sono gli integratori che, proprio come dice il nome, dovrebbero essere consumati come integrazione in un’alimentazione che, per diversi motivi, può risultare carente a causa di una malattia o di una dieta particolarmente drastica. Come viene scritto chiaramente anche in etichetta, “gli integratori non si intendono come sostitutivi di una dieta variata”.
Come orientarsi, quindi? È meglio preferire quando possibile l’alimento che contiene naturalmente le sostanze benefiche, leggere bene l’etichetta se ci indirizziamo verso quelli arricchiti e non considerare l’integratore un sostituto degli alimenti.

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