Scritto da Giovanni Del Zanna il 23/08/2011

Mantenere la Casa in perfetta funzione

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La casa è luogo dell’intimità e degli affetti, ambiente in cui ci possiamo “spogliare” delle nostre difese, dei nostri ruoli sociali per ritrovarsi protetti e a proprio agio. Uno spazio “nostro” in cui sentirsi “padroni” (diciamo infatti che ciascuno è padrone a casa sua),
da curare secondo le nostre esigenze e i nostri
gusti

La casa vera, quella che rispecchia il nostro essere, non è un “oggetto bello” da mostrare agli ospiti per far figura, ma lo “spazio” nel quale vivere in modo comodo e gradevole.

Nella casa raccogliamo gli oggetti e i ricordi della nostra vita che pian piano si stratificano e sedimentano il nostro vissuto, ricordi del tempo che passa, della storia familiare. Allo stesso tempo
la “casa” evolve e si adatta alle nuove esigenze; viene modificata per voglia di cambiamento o per necessari rinnovamenti “epocali”. Cambia la “casa” che resta nello stesso luogo, ma anche quella che – tra un trasloco e l’altro – si trasforma e si adatta a nuovi luoghi e nuovi spazi.
Contrariamente ad un primo pensiero, scopriamo che la “casa” non è qualcosa di statico, di immutabile, ma è in continua e quotidiana evoluzione e segue man mano il corso della vita.
Quello che rimane costante, invece, è il nostro sentire la casa come uno spazio conformato alla nostra identità, al nostro essere. Nella casa vivono le persone e vive la famiglia. Ognuno con le sue cose – dai vestiti ai libri, dai ricordi ai quadri – con la sua storia che si intreccia alla storia degli altri. Per tutti uno “spazio” proprio in cui agire in prima persona, in cui ritrovare la propria identità, anche nei momenti di incontro con gli altri, con gli ospiti.
Per questo è importante “mantenere in funzione” la casa: in quanto macchina per abitare deve essere curata non solo per la dimensione estetico/emozionale ma anche per quella funzionale, assicurando l’efficienza di tutte le sue parti.
Particolarmente critico può diventare il momento in cui, con l’avanzare dell’età, la casa non è più in grado di rispondere alle nostre esigenze. Non è colpa né nostra, né della casa: nel corso degli anni le caratteristiche delle persone cambiano e non sempre la casa è già predisposta (ovvero progettata) per rispondere ad esigenze nuove.
Questo può portare a situazioni estreme, in cui diventa necessario cambiare casa. Ma un conto è cambiare casa per scelta (perché la famiglia aumenta, perché si decide di cambiare luogo in cui vivere),
diverso è dover
lasciare la propria casa perché costretti. Drammatico, diventa poi l
asciare la propria casa per andare in una struttura collettiva – più o meno sanitaria e/o assistenziale – in cui l’intimità dello spazio è ridotta a poche cose.
Nel nostro immaginario consideriamo di solito due situazioni opposte: la ristrutturazione determinata da una voglia di cambiamento, dal desiderio di una casa più bella e gli interventi di adeguamento, quelli per rimuovere gli ostacoli o per rendere la casa più funzionale. Interventi che di solito rimandiamo fino a quando diventano indispensabili. Eppure queste due dimensioni non sono necessariamente separate, è possibile – anche per tempo – pensare a delle ristrutturazioni della casa che la rinnovano nell’aspetto e migliorano la fruibilità e la sicurezza.
La nostra esperienza professionale – mia di architetto unita a quella dei terapisti occupazionali con cui collaboro – ci porta spesso ad entrare nelle case per offrire un supporto competente per migliorare l’efficienza, ovvero la fruibilità, della casa per le persone.
Ogni casa ha una sua storia, diversa come è quella di ogni persona. Così non esiste un intervento standardizzato e funzionale, ma solo adeguamenti che sappiano adattarsi alle esigenze, ma anche alla sensibilità delle persone.
A volte ci troviamo di fronte ad interventi difficili, ma il più delle volte è possibile intervenire e migliorare la casa e le possibilità di viverci dentro. Spesso si interviene all’ultimo, quando l’intervento è necessario, raramente si interviene per tempo, con un po’ di lungimiranza e con la possibilità di intervenire per gradi e con più calma.
Le possibilità di intervento possono essere molte. La tecnologia, con la Domotica, ci offre la possibilità di migliorare le condizioni di sicurezza. Altre soluzioni – prodotti specifici sul mercato – permettono di risolvere le diverse difficoltà legate al superamento dei dislivelli. Temi che approfondiremo nel dettaglio in prossimi articoli.
Altri interventi, a volte anche molto semplici, possono contribuire a migliorare il grado di fruibilità che si traduce in una maggior vivibilità. Si può pensare, ad esempio, di cambiare gli arredi per scegliere una poltrona o un divano adeguati, oppure un letto p comodo e con maggiori prestazioni.
Anche i locali più “articolati” come cucina e bagno possono essere oggetto di molte migliorie, anche semplici, non necessariamente legate ad un radicale rifacimento.
L’esperienza ci porta a scoprire come ci sia, tra le persone, ancora una scarsa conoscenza delle possibilità disponibili per migliorare la qualità dell’ambiente domestico. Spesso ci si adatta a vivere in modo più complicato (o pericoloso) piuttosto che cercare delle soluzioni per far “evolvere” la casa.
Difficilmente si interviene in modo preventivo, e si evitano miglioramenti intermedi, fino ad arrivare alla necessità di un intervento più radicale.
Eppure le possibilità ci sono e sono molte e potrebbero permettere a molti, se non a tutti, di vivere il più a lungo possibile nella propria casa.

CONTRIBUTI per una casa accessibile
(ovvero per rimuovere le barriere architettoniche)

Nel nostro paese non ci sono molte facilitazioni per migliorare la fruibilità della casa. Capita spesso, anzi, che a fronte di un intervento sanitario (in termini di cure, di ausili o di assistenza) in grado di coprire ogni bisogno, quando poi si tratta di “rientrare a casa” e intervenire per modificare l’ambiente, la persona deve arrangiarsi come può.
E’ utile quindi conoscere le agevolazioni che ci sono e che possono facilitare, anche in parte, un intervento di miglioria della casa.
 
Abbattere le barriere la Legge 13
Questa legge – del 1989 – è stata la prima legge italiana ad occuparsi di “barriere architettoniche” negli edifici privati. Tra le altre cose prevede dei contributi a fondo perduto a favore di privati.
Due aspetti importanti da considerare:
il contributo può riguardare solo interventi nella casa in cui si è residenti
il riconoscimento di una “barriera” non dipende da un parametro normativo, né è legato ad una disabilità (o invalidità) riconosciuta, ma può essere semplicemente certificato da un medico che rileva come una determinata situazione sia di ostacolo per una determinata persona.
Il contributo non copre tutta la spesa sostenuta, ma varia in funzione di quote prestabilite:
contributo è del 100% fino a 2.582 euro (5,000,000 lire) di spesa
un ulteriore contributo del 25% della importi fino a 12.911 euro (25,000,000 lire)
un ultima quota, ridotta al 5% per fascia da 12.911 a 51.645 euro (100,000,000 lire)        
Nel 1989 con cinque milioni (gli attuali 2.500 euro circa) era possibile rifare un bagno o intervenire con un meccanismo (servoscala) per superare i gradini. Oggi i costi sono ovviamente aumentati, ma i contributi sono rimasti gli stessi. Il contributo massimo ammissibile è di circa 11.000 euro.
 
Detrazioni 36%
Come per gli interventi di ristrutturazione anche le opere per la rimozione delle barriere architettoniche possono godere delle detrazioni del 36%, suddividendo la detrazione in 10 anni (in 5 per le persone di età superiore ai 65 anni). Così ogni anno si può recuperare una quota delle spese dal versamento delle tasse.
 
Iva al 4%
Come dice la legge “le opere connesse all’abbattimento delle barriere architettoniche” possono essere fatturate con IVA agevolata al 4%. Per questo è sufficiente che l’interessato ne faccia richiesta all’impresa che esegue i lavori.
Le questioni “fiscali” non sono sempre facili. E’ importante sapere che ci sono delle possibilità, ma poi è bene rivolgersi a qualcuno che abbia la giusta competenza per ottenere indicazioni precise (anche perché la normativa è in continuo mutamento).
 
Per approfondimenti rimandiamo ai seguenti link di dell’autorevole sito di Handylex:
Contributi Legge 23: http://www.handylex.org/stato/l090189.shtml
Detrazioni 36%: http://www.handylex.org/gun/circ13.shtml
IVA 4%: http://www.handylex.org/schede/ivaba.shtml

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