Vuoi conservare i ricordi? Coltiva l'arte della memoria

Scritto da Massimo Tanzi il 17-11-2008

MEMORIALa memoria è la funzione di mantenere i ricordi, a mente o per iscritto. E’ la capacità del cervello di contenere e conservare informazioni e di richiamarle in risposta a qualche sollecitazione esterna.
Se nelle religioni le memorie sono celebrazioni liturgiche dei santi e dei defunti, in neuroscienza e in psicologia queste funzioni sono la capacità del cervello di conservare le informazioni ricevute, codificandole, immagazzinandole e all’interno del sistema nervoso centrale.
Abitualmente si utilizza solo il 30 per cento delle potenzialità del nostro cervello e, dunque, della memoria.
Senza la memoria l’uomo non sarebbe in grado di utilizzare i suoi sensi e quindi non potrebbe vedere, ascoltare e neppure pensare. La memoria è il risultato di un esercizio.


Possiamo dire che materie di studio e argomenti che incontrano il proprio gusto vengono ricordati con maggiore facilità rispetto ad altri che non piacciono. E’ la motivazione a stimolare maggiormente il ricordo. Ugualmente, l’emotività può disturbare la memoria e provocare un vero e proprio “corto circuito”, come accade spesso durante un’interrogazione o un esame importanti.

Il più diffuso criterio di classificazione della memoria si basa sulla durata della ritenzione del ricordo, e identifica tre tipi distinti di memoria: sensoriale, a breve termine e a lungo termine.

Si parla di memoria sensoriale quando si è in grado di ricordare informazioni uditive, visive, tattili, e così via, per la durata di pochi secondi o pochi millisecondi. Alcune delle informazioni contenute nella memoria sensoriale possono passare, opportunamente codificate, nella memoria a breve termine, che è capace di conservare una piccola quantità di informazioni fino a pochi minuti.

Le informazioni contenute nella memoria a breve termine possono passare nella memoria a lungo termine, che può conservarle per giorni o per tutta la vita in quantità pressoché infinita. Ognuno comunque ha un suo stile di memoria: in alcuni prevale una memoria di tipo visivo, in altri uditivo in altri di generi ancora diversi.

Come affrontare la perdita di memoria? Si chiama amnesia la perdita della memoria, cioè la dimenticanza transitoria o definitiva di tutto o parte del contenuto dei ricordi.

Molto dell’odierna conoscenza sulla memoria è derivato dallo studio clinico dei disturbi della memoria stessa.
Secondo Sandro Iannaccone, neuropatologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, l’Alzheimer e la demenza senile sono di più facile riscontro nei soggetti con scarsa cultura ed in quelli che hanno esercitato poco la memoria, ad esempio con i cruciverba.

Un decadimento della memoria in età avanzata è un processo fisiologico, che accade nella stragrande maggioranza della popolazione. Tuttavia, traumi cerebrali, ictus e malattie neurodegenerative possono avere conseguenze anche sulla memoria, che sia retrograda (eventi già accaduti) o anterograda (in altre parole, sulla capacità di ricordare nuove cose).

Può essere utile ricordare ogni tanto al diretto interessato cosa deve fare, cosa sta succedendo, chi sono determinate persone. E’ importante che questo sia fatto in modo tale da sembrare naturale, senza creare imbarazzo, inutilità o frustrazione nell’individuo stesso.

Concorrono a qualsiasi età la capacità di attenzione uditiva e visiva, la concentrazione. Può essere utile trasformarsi in attori o attrici: interpretare e immedesimarsi in un personaggio storico, a titolo esemplificativo, rende più facile e divertente ricordare ciò che si sta studiando.

E’ consigliabile ripetere una lezione una volta al giorno per più giorni consecutivi, anziché ripeterla tante volte lo stesso giorno. L’ideale sarebbe trovare un interlocutore; in alternativa, si può ricorrere ad un registratore.
E’ inutile sottolineare su di un libro tutto e subito: meglio aspettare la seconda lettura ed evidenziare solo le parole chiave.

Gli studiosi di cronobiologia, la disciplina che ha come oggetto di studio l’osservazione dei cicli biologici dell’organismo, indicano che il momento più o meno idoneo per svolgere determinati compiti (anche esercitare la memoria) è estremamente variabile da soggetto a soggetto: bisogna tener conto delle differenze individuali dal punto di vista temporale. Esistono, infatti, quelli che rendono meglio nelle prime ore del mattino e quelli che hanno le migliori performance nel tardo pomeriggio. Per tutti vale comunque la regola del riposo: una buona dormita è la migliore medicina per la mente.

Non bisogna inoltre permettere che l’emotività prenda il sopravvento nei momenti meno opportuni, annebbiando inesorabilmente la memoria. Per questo, può essere utile ricorrere ai Fiori di Bach.

Il thè verde sembra rallentare l’invecchiamento cerebrale. Dall’università Tohoku di Sendai (Giappone),
i ricercatori hanno dimostrato che il consumo di thè verde (due o tre tazze al giorno) è associato a un minor deterioramento delle funzioni cerebrali. Sembra che le sostanze contenute in questa bevanda abbiano proprietà che diminuiscono la possibilità di ammalarsi di Alzheimer e Parkinson, malattie meno comuni in Giappone rispetto all’Europa e agli Usa.

Hanno un ruolo le vitamine del gruppo B nel buon funzionamento del sistema nervoso e nell’efficienza delle principali attività cognitive.

Fare esercizio con regolarità, anche in casa, non aiuta solo il fisico, ma anche la mente: rinforza la memoria di adulti e anziani. Lo hanno scoperto i ricercatori australiani dell’Università di Melbourne, autori di uno studio pubblicato su “Jama”.

A differenza dei farmaci, l’attività fisica ha benefici duraturi sulla salute dei pazienti. Vantaggi che non sembrano limitati alla funzione cognitiva, ma si riflettono anche sulla qualità della vita, sull’umore, sulla funzionalità cardiovascolare e sul rischio cadute.

Per i più attenti, infine, è consigliabile la lettura dei seguenti libri: “Il marinaio perduto” e “Una questione di identità” di Oliver Sacks, grande medico neurologo e scrittore di cui abbiamo già parlato.
Provate a leggerli e poi ditemi che cosa ne pensate!

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